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Una bellissima intervista a Jonathan Ive presso il Design Museum di Londra
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Una bellissima intervista a Jonathan Ive presso il Design Museum di Londra 

Jonathan Ive è stato invitato al Design Museum di Londra ed in un intervento che ha voluto fare a proposito del design, ha fornito il suo punto di vista su questo concetto e verso chi fa questo lavoro.

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“Non bisogna mai avere paura di sbagliare. Se non sbagliassimo non avremmo motivazione nell’andare avanti e nel realizzare qualcosa di migliore. Gli errori ed i fallimenti servono, sono fondamentali, è così che si crea il meglio”.

“L’80% di quello che si produce in uno studio, non funzionerà ed è proprio qui che bisogna capire che se una cosa non è sufficientemente buona bisogna smettere di farla, e ricominciare da capo”.

Il suggerimento che Ive ha voluto dare agli studenti di design è che “le migliori idee arrivano conversando. Un piccolo dettaglio, una piccola idee o un’opinione ricevuta all’inizio di un progetto possono fare in modo che il prodotto finale risulti completamente diverso da come era stato immaginato all’inizio”.

Ive continua dicendo che “all’inizio di un processo creativo, l’idea che abbiamo è soltanto un pensiero, è intima, è personale e pensiamo possa funzionare o essere perfetta, ma quando realizziamo la prima manifestazione fisica di quel pensiero, allora non è più personale, inizia a coinvolge tantissime persone, ed è proprio in questo modo che quel pensiero iniziale di perfezione viene arricchito di informazioni, di pareri, di difetti e si scopre che non va più bene, che non è affatto perfetto. Per ogni idea che funziona, nove sono rifiutate”.

“Quando si disegna qualcosa, lo scopo non deve essere quello di fare soldi ma quello di realizzare il miglior prodotto possibile”. E’ proprio questo quello che fa lui alla Apple senza ovviamente essere ingenuo: “se realizzi qualcosa di veramente buono, la gente lo amerà e lo acquisterà, di conseguenza arriveranno anche i soldi, ma è importante non pensare minimamente a questo aspetto nella fase creativa”.

Poi Ive si esprime sul plagio dicendo che “8 anni di lavoro possono essere copiati in 6 mesi. Rendono inutile tutta la tua fatica, vanificando il tuo lavoro. Un design rubato è tempo rubato. Tutto questo dovrebbe farti sentire lusingato dal momento che una copia indica l’aver creato un buon prodotto? ..no! Non ti fa sentire lusingato affatto, ti fa solo rabbia.”

Infine sottolinea quanto sia importante pensare in modo diverso: “Creare qualcosa di diverso è facile.. basta farlo rosa e morbidoso. E’ crare qualcosa di migliore che è difficile. Quando si pensa ad un prodotto nuovo e diverso, bisogna pensare a come potrebbe essere affinchè risulti più utile, più bello.. diverso.. ma migliore!”.

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