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Apple vieta la tassa di reclutamento nelle fabbriche con cui collabora

Sulle condizioni di lavoro nelle principali fabbriche che collaborano con Apple per la produzione dei diversi dispositivi è veramente stato detto tutto, in particolar modo su Foxconn. Proprio per dimostrare la sua affezione alle condizioni dei lavoratori coinvolti nei cicli di produzione, Apple pubblica il suo annuale Supplier Responsability Report in cui sottolinea il divieto delle suddette fabbriche di applicare la “recruitment fees” ai dipendenti.

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Supplier Responsability Report apple

La tassa di reclutamento è un argomento molto scottante trattato più volte in diverse occasioni. Questa influisce non poco sulla retribuzione annua dei singoli dipendenti e Apple, che si professa sempre molto attenta alle questioni di carattere umano, non solo ha abolito l’applicazione della suddetta tassa, ma ha anche imposto la restituzione delle somme precedentemente prelevate.

Molti dei nuovi partner hanno protestato per l’applicazione di questo divieto ma Apple ha praticamente fatto orecchie da mercante ponendo l’abolizione della recruitment fees come condizione essenziale per la collaborazione.

In generale il report mira a sottolineare quanto le condizioni dei lavoratori in Cina siano migliorate dal 2013, ma ammette alcuni punti critici come i turni e le ore di lavoro difficili da avere sotto controllo.

Via | MacRumors

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