Apple continua ad espandere il proprio ecosistema di chip proprietari e, secondo un nuovo report dell’analista Jeff Pu, l’iPhone 18 Pro non solo sarà dotato del modem C2 di nuova generazione, ma anche dell’inedito chip wireless chiamato N2. Si tratta di un passo importante che conferma una strategia sempre più chiara: Apple vuole controllare ogni componente chiave dei suoi dispositivi.
Fino a pochi anni fa, il termine “Apple Silicon” indicava esclusivamente il processore principale, come i chip della serie A per iPhone o della serie M per Mac e iPad. Oggi, invece, Apple sviluppa internamente anche modem cellulari e chip wireless, riducendo la dipendenza da fornitori esterni come Qualcomm e Broadcom.
Questa transizione è iniziata con il modem C1, introdotto su iPhone 16e, che ha portato miglioramenti concreti non solo nella connettività ma anche nell’efficienza energetica e nelle prestazioni in condizioni di rete congestionata. Successivamente, Apple ha lanciato il modem C1X, capace di offrire velocità fino al doppio rispetto al modello precedente.
Parallelamente, l’azienda ha introdotto anche il chip wireless N1, che integra Wi-Fi 7, Bluetooth 6 e Thread. Apple ha dichiarato che questo chip “migliora le prestazioni e l’affidabilità di funzionalità come Hotspot personale e AirDrop”, contribuendo allo stesso tempo a migliorare l’autonomia complessiva.
Ora, con l’arrivo previsto del chip N2 su iPhone 18 Pro, Apple sembra pronta a fare un ulteriore salto in avanti. Sebbene i dettagli tecnici non siano ancora stati rivelati, è molto probabile che il nuovo chip introduca miglioramenti in termini di velocità, stabilità della connessione e consumi energetici.
Il nuovo modem C2, che accompagnerà il chip N2, dovrebbe inoltre portare il supporto al 5G mmWave e nuove funzionalità avanzate legate alla gestione intelligente della rete.

Questa evoluzione dimostra come Apple stia costruendo un ecosistema hardware sempre più integrato, in cui ogni componente è progettato per lavorare in perfetta sinergia con iOS e con gli altri chip dell’azienda. Il risultato è un maggiore controllo sulle prestazioni, una migliore efficienza energetica e la possibilità di introdurre funzionalità esclusive difficilmente replicabili dalla concorrenza.



















































































































































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