Sono passati quasi dieci anni da quando Apple ha introdotto il primo display a 120Hz con tecnologia ProMotion sull’iPad Pro del 2017. All’epoca si trattava di una novità importante, capace di rendere l’esperienza molto più fluida e reattiva. Tuttavia, a distanza di tutto questo tempo, Apple continua a considerare i 120Hz come una funzione “premium”, riservandola solo ai dispositivi più costosi.
Questo approccio oggi appare sempre più difficile da giustificare.
È vero che non tutti gli utenti notano immediatamente la differenza tra un display a 60Hz e uno a 120Hz. Tuttavia, l’impatto sull’esperienza complessiva è reale. Le animazioni risultano più fluide, lo scorrimento più naturale e il dispositivo appare più veloce e reattivo.
Anche quando l’utente non è consapevole della causa, la differenza si percepisce chiaramente nell’uso quotidiano.
Apple stessa ha finalmente introdotto i 120Hz sul modello base di iPhone 17, quattro anni dopo averli portati per la prima volta su iPhone 13 Pro. Si tratta di un passo nella giusta direzione, ma resta ancora molto da fare.

Il vero problema riguarda soprattutto i dispositivi di fascia media. L’iPad Air, ad esempio, parte da 669 euro per la versione da 11 pollici e arriva a 869 euro per quella da 13 pollici. Nonostante il prezzo elevato, continua a utilizzare un display a 60Hz.
Questo è particolarmente sorprendente se si considera che già nel 2017 l’iPad Pro da 10,5 pollici, venduto a 739 euro, offriva un display a 120Hz.
Oggi, pagare cifre simili o superiori per un dispositivo con un pannello a 60Hz appare come un passo indietro.
Il divario di prezzo con i modelli Pro è troppo grande
Apple mantiene i 120Hz come esclusiva dei modelli Pro per differenziare la gamma, ma il divario di prezzo tra le varie categorie è ormai molto ampio.
Ad esempio, l’iPad Pro parte da 1119 euro, cioè circa 500 euro in più rispetto all’iPad Air. È improbabile che un utente decida di spendere una cifra così elevata solo per ottenere un display a 120Hz.
Lo stesso discorso vale per i Mac. Il MacBook Air parte da 1149 euro, mentre il MacBook Pro più economico costa molto di più. Limitare i 120Hz ai modelli Pro significa privare molti utenti di una tecnologia ormai considerata standard nel settore.
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I 60Hz non sono più accettabili nel 2026
Apple non è un’azienda che compete sul prezzo più basso. I suoi dispositivi sono posizionati nella fascia premium del mercato e, proprio per questo, gli utenti si aspettano un’esperienza completa e moderna.
Continuare a utilizzare display a 60Hz su prodotti che costano centinaia di euro non è più coerente con questo posizionamento.
Dopo aver portato il ProMotion sull’iPhone base, il passo successivo naturale sarebbe estendere i 120Hz a tutta la gamma iPad e MacBook. Non si tratta più di una funzione di lusso, ma di uno standard che migliora concretamente l’esperienza d’uso.




























































































































































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