Il nome di John Ternus è da tempo tra quelli più citati quando si parla del possibile futuro alla guida di Apple. L’attuale vicepresidente senior responsabile dell’ingegneria hardware è considerato una delle figure centrali nello sviluppo dei prodotti della società di Cupertino e, secondo molti osservatori, potrebbe essere tra i principali candidati a succedere a Tim Cook nel ruolo di CEO.
Interpellato direttamente su questo scenario durante un’intervista concessa ad ABC News, Ternus ha scelto però una risposta estremamente prudente, evitando di alimentare ulteriormente le speculazioni.
“La buona notizia è che adoro il lavoro che faccio. Ho la possibilità di lavorare con le persone più straordinarie al mondo e, in giornate come questa in cui abbiamo annunciato tutti questi prodotti, è davvero il posto migliore dove essere”.
Una dichiarazione che non entra nel merito della questione e che non conferma né smentisce le ipotesi di una futura successione. Il dirigente ha preferito riportare l’attenzione sul lavoro che svolge oggi all’interno dell’azienda e sull’importanza della collaborazione con il team che guida lo sviluppo dei prodotti Apple.
La domanda sul suo possibile futuro alla guida di Apple è arrivata nel contesto di una conversazione più ampia dedicata alle novità hardware presentate dall’azienda, tra cui il MacBook Neo, il nuovo portatile entry level che debutterà sul mercato tra pochi giorni.
Il dispositivo rappresenta una proposta diversa rispetto ai modelli tradizionali della gamma MacBook. Il MacBook Neo è dotato di una scocca in alluminio, di un display da 13 pollici e del processore A18 Pro, con un’autonomia dichiarata in grado di coprire un’intera giornata di utilizzo.
Il nuovo portatile parte da 699 euro per la versione da 256 GB, mentre la configurazione da 512 GB, che include il Touch ID integrato nella tastiera, costa 799 euro. Si tratta di una fascia di prezzo che avvicina Apple a dispositivi molto diffusi, soprattutto nel mondo dell’istruzione, come i Chromebook o i portatili HP utilizzati da anni nelle scuole e nelle università.
Secondo Ternus, la possibilità di proporre un prezzo più contenuto è legata anche alla scelta di utilizzare un chip Apple già impiegato in precedenza sugli iPhone. Il processore A18 Pro, introdotto con gli iPhone 16 Pro, ha permesso all’azienda di mantenere prestazioni adeguate, riducendo al contempo i costi di produzione.
Durante l’intervista, il dirigente ha spiegato che Apple ha preso in considerazione per molto tempo l’idea di lanciare un Mac più economico, ma ha preferito aspettare finché non fosse stato possibile realizzarlo senza compromettere la qualità.
“Abbiamo colto l’opportunità di raggiungere molte più persone di quante ne abbiamo mai raggiunte prima. È solido, affidabile e resistente: tutte le caratteristiche che ci si aspetta da un Mac. E sì, ha un prezzo davvero notevole”.
Ternus ha sottolineato che l’azienda non voleva entrare in questa fascia di mercato finché non fosse stata sicura di poter offrire un prodotto all’altezza degli standard Apple.
“Non volevamo farlo finché non fossimo stati in grado di farlo davvero bene e di costruire un Mac di cui essere orgogliosi. Per questo il livello è alto”.
Il MacBook Neo introduce anche un approccio estetico leggermente diverso rispetto agli altri modelli recenti. Il portatile sarà disponibile in quattro colorazioni: rosa pastello, indaco, argento e giallo agrume, una scelta che richiama l’approccio più vivace e colorato dei Mac degli anni Novanta.
Secondo Ternus, il colore è stato parte integrante del processo di progettazione del dispositivo fin dalle prime fasi:
“Abbiamo progettato questo sistema completamente da zero pensando al colore. È stata un’occasione per il nostro team di design di esprimersi davvero con questo prodotto”.

Durante l’intervista si è parlato anche del futuro delle tecnologie basate sull’AI all’interno dell’ecosistema Apple. Ternus ha spiegato che le funzionalità di Apple Intelligence continueranno a espandersi nei vari dispositivi dell’azienda, con strumenti pensati per semplificare attività quotidiane come la traduzione automatica o il miglioramento delle fotografie.
“A mio avviso, Apple Intelligence continuerà a crescere e renderà le cose che facciamo migliori e più semplici. Se lo facciamo nel modo giusto, le persone non ci penseranno nemmeno troppo: inizieranno semplicemente a usare sempre di più le nuove funzioni perché piacciono”.
Alla domanda se Apple possa apparire meno aggressiva rispetto ad altri attori del settore nel campo dell’intelligenza artificiale, Ternus ha ribadito l’approccio storico dell’azienda:
“Ci siamo sempre concentrati sulla qualità dell’esperienza”.
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