Anche Microsoft ricorre all’Antitrust Ue nella battaglia legale contro Motorola

Dopo Apple, anche Microsoft ha presentato una denuncia antitrust contro Motorola presso la Commissione Europea. La società di Cupertino, qualche settima fà, aveva presentato una denuncia presso l’Antitrust Europeo accusando la rivale di aver violato gli impegni FRAND.

Dopo la società di Cupertino, anche il gruppo di Redmond sostiene che Motorola (che tra l’altro presto entrerà a far parte del rivale Google) abbia abusato di brevetti essenziali, che andrebbero concessi in licenza sulla base di termini equi, ragionevoli e non discriminatori (FRAND).

Le accuse di Microsoft si riferiscono, ai brevetti relativi ai video online. In un post di Dave Heiner (Vice Presidente del Consiglio di Microsoft) dal titolo “Google: Please don’t kill video on the Web”, che tradotto letterlamente significa “Google: per favore non uccidere i video sul Web”,   ha spiegato che la denuncia è stata necessaria perchè “Motorola sta tentando di bloccare le vendite di PC Windows, delle console Xbox e di altri prodotti” sostenendo che questi prodotti “permettono di visualizzare i video sul Web e di connettersi senza fili a Internet utilizzando gli standard del settore”.

Ormai i consumatori dei prodotti teconogici danno per scontata la possibilità di visualizzare video su smartphone, tablet, PC, TV o lettori DVD/Blu-ray e di connettersi a internet senza fili, tutto questo è possibile, ha scritto Heiner, perchè l’industria si è accordata sulla definizione di norme tecniche comuni e quindi ogni impresa può utilizzare il Wi-Fi per realizzare prodotti compatibili per il video.

Motorola e tutte le altre imprese che hanno contribuito a questi standard hanno anche fatto una promessa: se avessero avuto brevetti essenziali per questi standard, li avrebbero concessi a condizioni eque e ragionevoli, e non li avrebbero usati per bloccare i diretti concorrenti.

Ma Motorola questa promessa non l’ha mantenuta, sostiene Heiner, e sta ora usando questi standard essenziali per “uccidere il video sul Web”. Google, che presto acquisirà Motorola,“non sembra essere disposta a cambiare rotta”, ha aggiunto, sottolineando che nei procedimenti legali in corso sia negli Usa che in Europa, Motorola sta chiedendo a Microsoft di togliere i suoi prodotti dal mercato oppure di rimuovere le funzioni che permettono di riprodurre video e collegarsi in modalità wireless. L’unico motivo alla base di questa richiesta è che in questi prodotti sono utilizzati standard di cui Motorola possiede i brevetti.

Guardare video è una delle attività principali che gli utenti svolgono sul web, e tutti siamo ormai abituati a essere connessi “sempre ed ovunque” grazie al Wi-Fi o in 3G: “immaginate che passo indietro sarebbe se non si potessero più guardare i video sui dispositivi o se non ci si potesse più collegare via Wi-Fi, o ancor peggio, se solo alcuni prodotti avessero queste funzioni”. Dave Heiner aggiunge:

Microsoft è certamente preparata a pagare un prezzo ragionevole per l’uso della proprietà intellettuale altrui e negli ultimi anni ha siglato centinaia di accordi. Sfortunatamente, però, Motorola si è rifiutata di concedere i brevetti a un prezzo che fosse ragionevole. Ad esempio per un laptop da 1.000 dollari, Motorola ha chiesto a Microsoft il pagamento di 22,50 dollari per i suoi 50 brevetti sullo standard video.

Se ognuno agisse come Motorola, il costo associato ai brevetti sarebbe maggiore di quello di tutti gli altri costi per la produzione di Pc, smartphone, tablet e altri dispositivi. Questo ovviamentw farebbe crescere di molto il prezzo di questi prodotti

Google può cambiare questo stato di cose: da una compagnia così impegnata a proteggere internet ci si aspetterebbe un impegno maggiore contro l’uso dei brevetti essenziali per bloccare i prodotti rivali, l’adesione a questo principio è essenziale per contenere i costi e per il mantenimento di internet come piattaforma aperta e interoperabile e ovviamente per coninuare a vendere in un mercato che ormai non può fare a meno dei servizi sopracitati.

La riluttanza di Google a prendere  questo impegno è molto preoccupante ecco perché tutto il settore dovrebbe dire in coro: “Google: per favore non uccidere i video sul Web”. E voi cosa ne pensate?

Via | iClarified

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