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La polizia utilizza le impronte digitali delle persone decedute per accedere agli iPhone
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La polizia utilizza le impronte digitali delle persone decedute per accedere agli iPhone 

Utilizzare o non utilizzare l’impronta digitale di una persona deceduta per sbloccare un iPhone con il Touch ID? Questa è una domanda al centro di numerose discussioni, che ancora oggi tengono banco, e ora Forbes ha pubblicato un interessante articolo che approfondisce l’argomento.

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Parlando con Forbes, lo specialista forense della FBI Bob Moledor ha spiegato che un problema comune alle varie agenzie investigative è ottenere le informazioni necessarie dall’iPhone di un sospettato prima che il dispositivo richieda un codice di sblocco. Nel rapporto si legge che, tuttavia, ci sono molti esempi (citando fonti vicine alla polizia di New York e Ohio) in cui le forze dell’ordine hanno avuto accesso agli iPhone di persone decedute utilizzando il Touch ID, utilizzando le loro impronte digitali. Insomma, sembra essere una pratica abbastanza comune.

In alcuni casi, le forze dell’ordine cercano informazioni sul sospettato sullo smartphone della vittima. Ad esempio, in un caso di overdose, lo smartphone della vittima potrebbe contenere informazioni “che portano direttamente allo spacciatore”.

Non è ben chiaro però se tale pratica sia legale a tutti gli effetti, anche se le forze dell’ordine dichiarano che non è necessario un mandato di perquisizione per accedere allo smartphone della vittima: «È assolutamente legale per la polizia utilizzare tale tecnica, anche se ci sarebbero alcune questioni etiche da considerare. “Non abbiamo bisogno di un mandato di perquisizione per accedere allo smartphone di una vittima, a meno che il suo possesso non sia condiviso”, ha dichiarato Robert Cutshall, poliziotto della omicidi dell’Ohio».

Per quanto riguarda invece il Face ID, Marc Rogers, un ricercatore di sicurezza di Cloudfare, ha affermato che tale tecnologia per il riconoscimento facciale può essere aggirata utilizzando “semplicemente una foto dell’utente con gli occhi aperti”. Questa non è la prima volta che sentiamo un’affermazione del genere, ma Apple ha più e più volte dichiarato che il Face ID è molto più sicuro del Touch ID. Rogers ha inoltre aggiunto che il Face ID necessita solo degli occhi aperti per procedere con lo sblocco:

Rogers ha scoperto che ciò è possibile da diverse angolazioni, con lo smartphone che sembra abbia bisogno di “vedere” solo un occhio aperto per lo sblocco. “In tal senso, è ancora più facile da sbloccare che con il Touch ID – l’unica cosa da fare è puntare lo smartphone verso il proprietario e non appena questo lo guarda, il dispositivo si sblocca”, ha aggiunto.

Infine, Rogers rivela che non ci sono stati ancora casi in cui la polizia abbia sbloccato l’iPhone di una persona con il Face ID, ma crede che nel caso non ci sarebbero problemi a riutilizzare la pratica descritta relativa al Touch ID.

Cosa ne pensate di tale pratica? Trovate eticamente corretto che la polizia utilizzi le impronte digitali di una persona deceduta per accedere al suo smartphone? E, sopratutto, dopo le parole di Rogers, siete preoccupati per l’effettiva sicurezza del Face ID? Dite la vostra nei commenti.

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