Su App Store sono diminuite le applicazioni disponibili, stando ad un nuovo rapporto di Appfigures. In quest’ultimo si legge che lo store digitale ha perso il 5% del totale delle sue applicazioni nel corso dell’anno, chiudendo il 2017 con 2.1 di app disponibili, quando all’inizio dello stesso anno erano 2.2 milioni. La concorrenza, ovvero Google Play, è invece cresciuta nel 2017, con circa il 30% in più.

Come spiega Appfigures, tale risultato è una combinazione di più fattori, su tutti le nuove linee-guida di Apple. La società di Cupertino richiede infatti agli sviluppatori di aggiornare le proprio applicazioni all’architettura a 64-bit. Si tratta di una decisione presa nel 2016 con lo scopo di migliorare App Store rimuovendo applicazioni datate, abbandonate dagli stessi sviluppatori, che non rispettano le linee guida e che non funzionano come dovrebbero. Insomma, una vera e propria “pulizia” dello store, per garantire qualità agli utenti iOS.

Nel corso del 2017, Apple ha dato poi la “caccia” alle applicazioni clone e spam. Combinate queste con le app non compatibili con l’architettura a 64-bit e a quelle non scaricate per anni, la rimozione ha colpito centinaia di migliaia di applicazioni durante l’anno.

Tuttavia, Appfigures fa notare che la rimozione delle app esistenti non è l’unica causa di tale diminuzione. Gli sviluppatori iOS hanno infatti rilasciato meno applicazioni sullo store nel 2017 rispetto agli anni precedenti, con un calo del 29% circa. Lo stesso discorso non vale invece per il Google Play Store, dove si registra un aumento del 17% delle app pubblicate nel medesimo anno.

Apple sta intensificando i suoi sforzi per far rispettare le sue direttive per le nuove app, e questo sicuramente ha inciso (e inciderà) molto sul numero di app pubblicate su App Store. Come sottolinea però Appfigures, l’aumento relativo al Google Play Store è da prendere relativamente con le pinze, considerando che lo store di Big G è pieno di app-clone e applicazioni dalla dubbia utilità e/o abbandonate a loro stesse.