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Apple ed altre aziende tech si oppongono alla proposta per l’inserimento di backdoor in dispositivi e servizi

La Reform Government Surveillance è una coalizione formata da alcuni colossi della tecnologia che ha lo scopo di monitorare i modi in cui il governo statunitense può sorvegliare i cittadini e le informazioni ad essi relative. Apple si è unita alla RGS nel 2013, e di recente quest’ultima ha rilasciato un comunicato riguardante la proposta di alcuni rappresentati delle forze dell’ordine statunitensi di inserire backdoor in dispositivi e servizi tech.

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Come riportato da ZDNet, il nuovo comunicato della coalizione ripropone la linea dura di Apple e altre aziende, che negli ultimi anni si sono fortemente opposte all’inserimento, e all’utilizzo, di backdoor per accedere ai dati personali degli utenti, anche in caso di indagini:

La Reform Government Surveillance ha recentemente annunciato un nuovo principio di base sulla crittografia che guiderà i nostri sforzi di sostegno e difesa, e continuiamo a credere che una forte crittografia contribuisca a proteggere la sicurezza e la privacy dei singoli e delle aziende di tutto il mondo. Abbiamo costantemente sollevato dubbi sulle proposte che comprometterebbero la crittografia di dispositivi e servizi richiedendo il cosiddetto “accesso eccezionale” per le forze dell’ordine. Recenti rapporti hanno descritto nuove proposte per la progettazione di vulnerabilità in dispositivi e servizi – ma sembrano soffrire delle stesse preoccupazioni tecniche e progettuali che i ricercatori di sicurezza hanno identificato da anni. Indebolire la sicurezza e la privacy che la crittografia aiuta a fornire non è la risposta.

Oltre ad Apple, fanno parte della RGS aziende leader del settore tech come Google, Microsoft, Facebook, Dropbox ed Evernote.

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