Oggi torniamo a parlare della fatturazione ogni 28 giorni, e la facciamo grazie ad un nuovo comunicato stampa rilasciato da AGCOM.

Sul finire del 2017, come probabilmente ricorderete, un emendamento divenuto legge ha finalmente bloccato la fatturazione ogni 4 settimane. Questa veniva adoperata da TIM, Fastweb, Vodafone e Wind Tre. Gli operatori attivi in Italia furono accusati della creazione di un cartello, accuse formulate dal Garante della Concorrenza.

L’AGCOM però non ci sta, e ha infatti imposto ai citati operatori di rimborsare i clienti per tutti i giorni illecitamente erosi in seguito alle modifiche sul periodo di fatturazione. E precisamente, i rimborsi devono completarsi entro il 31 Dicembre 2018. Pena? Altre sanzioni!

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Si è parlato di questa soluzione in una delibera di Dicembre, ma un ricorso al TAR da parte delle aziende interessate ha portato alla sospensione. Si è giunti dunque ad una sorta di compromesso tra i citati operatori e l’Autorità delle Comunicazioni. Ma se il compromesso evita il rimborso in denaro, allora di che rimborso si parla? La soluzione è la posticipazione delle singole fatture, consentendo così ai clienti di “recuperare” i giorni di utilizzo illecitamente sottratti. In poche parole, il prezzo del canone resterà lo stesso, ma aumenteranno i giorni coperti.

Altro punto importante della questione riguarda l’arco di tempo dei rimborsi. Nonostante infatti questa tipologia di fatturazione sia stata messa in atto da diversi operatori già nel 2016, i rimborsi riguarderanno solo i giorni sottratti tra il 23 Giugno 2017 e il giorno che segna il ritorno alla fatturazione mensile. Questo perché l’obbligo di tornare al pagamento ogni 30 giorni è stato inserito dall’AGCOM nella delibera 121/27, che gli operatori però ignorarono.