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Recensione Huawei P30 Pro: lo smartphone che vorrei nel 2019 

Anche quest’anno Huawei torna a farci sognare con il nuovo modello della sua serie di punta. Parliamo di Huawei P30 Pro, senza ombra di dubbio lo smartphone più evoluto del mercato.

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Lo scorso anno abbiamo letteralmente amato Huawei P20 Pro, smartphone altamente al di sopra delle aspettative a cui abbiamo dedicato una recensione completa e dettagliata in cui, oltre al comparto fotografico, andavamo ad esaltare quello che era il design e l’utilizzo senza eguali. Con la nuova generazione Huawei non smentisce l’assurda qualità del suo lavoro, ponendosi nuovamente al primo posto nella classifica dei migliori smartphone.

PANORAMICA

Nato come successore dell’amatissimo P20 Pro e fratello maggiore, se pur spirituale del Mate 20 Pro, Huawei P30 Pro mutua tratti caratteristici dei suoi predecessori, migliorati secondo le più recenti tendenze dettate dall’azienda stessa. In termini strutturali abbiamo un corpo molto simile a quello di Huawei Mate 20 Pro, quindi caratterizzato da due pannelli simmetrici in vetro 3D curvo, fusi insieme da un frame in metallo molto sottile per un totale di soli 8mm di spessore.

Huawei P30 Pro front

Parlando di design, questo non appare particolarmente iconico ma si lascia apprezzare fin da subito grazie alle meravigliose colorazioni lucide e riflettenti a partire dal classico ed elegante Black, passando per il più particolare effetto Aurora che abbiamo potuto apprezzare in queste settimane, arrivando alle inedite Breathing Crystal e Amber Sunrise che rendono il dispositivo un vero capolavoro.

Huawei P30 Pro Back

Il pannello posteriore inverte la trama zigrinata portandola al di sotto della superficie, quindi a livello visivo resta a tratti percettibile in controluce, mentre a livello tattile viene totalmente annullata per fare spazio ad un feel estremamente liscio che, di contro, inficia sul grip rendendolo leggermente più scivoloso ma non a tal punto da rendere obbligatorio l’utilizzo di una cover (comunque consigliata)

Huawei P30 Pro Back total

Sul retro abbiamo la presenza dell’intero parco fotocamere che conta ben quattro obiettivi di cui tre stipati in un alloggiamento sobrio, se pur atipico ma non particolarmente sporgente, giustificato nel lato superiore sinistro del dispositivo. Di fianco a quest’ultimo, in linea con Flash Led bi-tonale ed annessa sensoristica, troviamo a filo di scocca anche il quarto. Naturalmente l’intero comparto fotografico, in quanto punto di forza di questo smartphone, merita una sezione interamente dedicata che troverete più in basso

In tinta cromata con la colorazione scelta, il frame laterale che concentra tasto di accensione e bilanciere del volume tutti sul lato destro del dispositivo, presenta un appiattimento molto particolare lungo la sommità inferiore e quella superiore. Smentendo l’intuizione comune, la forma piatta non permette allo smartphone di stare in piedi visto il rapporto sproporzionato fra base e altezza, ma contribuisce ad incrementare la solidità del dispositivo, in caso di cadute, evitando la deformazione della scocca.

Huawei P30 Pro frame

Oltre al fattore resistenza, l’appiattimento aumenta la superficie, rendendo possibile la ricollocazione del vano SIM in basso, capace di ospitare contemporaneamente due Nano-SIM o, in alternativa, una Nano-SIM ed una scheda Nano-SD per l’espansione della memoria. Come ogni top di gamma che si rispetti, anche Huawei P30 Pro è sprovvisto di un ingresso Jack da 3.5 mm: l’audio via cavo, così come i dati e l’energia elettrica necessaria per ricaricare la batteria del dispositivo, passa attraverso una polifunzionale porta USB-C accompagnata, sempre nella parte bassa del dispositivo, da una cassa acustica molto potente (probabilmente l’unica e fra un attimo sveliamo il perché).

Huawei P30 Pro sim

Il lato superiore dello smartphone, al contrario di quello inferiore, resta praticamente vuoto. Huawei ha deciso di confermare ancora una volta un piccolo microfono secondario per la riduzione dei rumori di fondo durante le chiamate o la registrazione di filmati e l’emettitore a infrarossi, utile invece per l’utilizzo di app come quella del telecomando ma allo stesso tempo ininfluente se pur funzionale al completamento del comparto connettività.

DISPLAY

Quando si parla di display si è soliti fare riferimento a risoluzione e qualità visiva, variabili che in questo caso non bastano per descriverne i punti di forza. In linea con la filosofia dello smartphone, anche lo schermo di Huawei P30 Pro è un concentrato di tecnologia che integra numerose altre caratteristiche nascoste che lo rendono all’avanguardia. Innanzitutto parliamo di un pannello OLED curvo da 6.47″ in 19:9 che offre il massimo della qualità visiva in circolazione (sempre relativamente al mercato degli smartphone):

Huawei P30 Pro display

colori estremamente vividi, contrasto bilanciato in modo ottimale, luminosità quasi accecante se non utilizzata in modalità automatica e resa dei dettagli assicurata dai 1080×2340 px a 398 ppi. Il rapporto superficie/schermo  è praticamente massimo grazie all’assenza di bordi laterali, fatta eccezione di quello inferiore e quello superiore, ridotti al minimo rispetto ai modelli precedenti. Unica sporgenza, assolutamente trascurabile, il notch a goccia posto in alto per inglobare la fotocamera frontale da 32mp. Per quanto riguarda i sensori di prossimità e luminosità, questi sono stipati a destra del notch, all’interno del margine estremamente sottile.

Huawei P30 Pro Notch

La riduzione drastica dei margini è stata resa possibile grazie all’eliminazione della classica capsula auricolare che molto spesso occupa uno spazio considerevole nel pannello frontale. Per snellire il tutto senza rinunciare ad un componente così importante per uno smartphone, Huawei ha implementato un emettitore a levitazione elettromagnetica direttamente sotto il display, in corrispondenza dell’eventuale orecchio.

Huawei P30 Pro audio

Questa tecnologia definita “Huawei Acoustic Display” permette di trasferire il suono attraverso una microvibrazione dello schermo che fungerà egli stesso da cassa di risonanza. La qualità dell’ascolto appare decisamente alta e confortevole, anche perchè non avremo bisogno di centrare alcuna cassa grazie all’ampio raggio di risonanza garantito. Unica pecca, il volume un po’ troppo basso e quasi inesistente se non si resta con l’orecchio “incollato” al display. Come anticipato poco fa, a causa di questa novità perdiamo quasi totalmente la diffusione dell’audio in stereo, nonostante il dispositivo sia dotato di sistema Dolby Atmos. Come visto anche su altri smartphone, Dolby Atmos simula l’esperienza uditiva del cinema, grazie all’ottimizzazione di emissione ed equalizzazione del suono in uscita. L’emettitore inserito sotto lo schermo si presta in modo egregio alla creazione di un effetto immersivo sfruttando la risonanza ma, allo stesso tempo, lascia l’amplificazione esclusivamente alla cassa principale (quella posta in basso).

Huawei P30 Pro Atmos

Come già visto con Huawei Mate 20 Pro, anche Huawei P30 Pro integra sotto il display un sensore a ultrasuoni per il riconoscimento delle impronte digitali. Il sistema, certamente innovativo, resta identico e quello già visto sul modello sopracitato mantenendone pregi e difetti. Questo non permette di riconoscere l’impronta su tutta la superficie, bensì esclusivamente in una porzione di schermo ben delimitata dall’apposita icona, visibile anche in standby. Il riconoscimento è molto rapido, preciso e affidabile; una volta poggiato il dito registrato, un’ animazione andrà a contornare quest’ultimo illuminandolo di verde. Unica pecca, rispetto al suo predecessore, sicuramente il posizionamento del sensore, forse troppo in basso in relazione alle proporzioni dello schermo e a quella che sarebbe l’abitudine o l’ergonomia ideale. Nonostante tutto, Huawei resta la prima azienda del settore ad aver implementato questo sistema con risultati molto più che soddisfacenti, al posizionamento ci si abitua in fretta.

Oltre allo sblocco tramite impronte digitali, Huawei P30 Pro permette il riconoscimento facciale facendo affidamento al classico sistema di scansione 2D, estremamente preciso ma poco affidabile oltre che praticamente inutilizzabile in condizioni di scarsa luminosità. Il Mate 20 Pro, come iPhone X e successivi, sfruttano un sistema molto più sicuro ed efficiente perchè basato sull’emissione di punti a infrarossi e la successiva ricostruzione tridimensionale del volto possibile anche al buio. Per ridurre al minimo gli ingombri Huawei ha rinunciato all’utilizzo di questa tecnologia ma, poco male, perchè con un affidabilissimo sistema frontale per il riconoscimento delle impronte digitali, userete poco e niente quello facciale (per semplice comodità io l’ho addirittura disattivato NDR)

LE 4 FOTOCAMERE + 1 DI Huawei P30 PRO

La qualità fotografica raggiunta da questo smartphone non ha eguali e stupisce toccando il punto più alto del mercato, distanziandosi notevolmente dai top di gamma di brand concorrenti. Grazie ad un sodalizio con Leica che dura ormai da anni, Huawei P30 Pro è dotato di ben 4 fotocamere che contribuiscono a determinarne la sua fortuna:

  • Ultra Grandangolo da 20MP
  • Grandangolo da 40 MP
  • Teleobiettivo periscopico 5X
  • TOF per motion control ed analisi della profondità

Huawei P30 Pro fotocamere

Grazie all’introduzione di un prisma posto nella fotocamera “quadrata”, Huawei è riuscita ad estendere la distanza focale per ottenere uno Zoom 5X di tipo ottico che raggiunge i 10X ibridi ed, addirittura, i 50X digitali. Questi numeri si traducono in inquadrature mai viste prima che ci permettono di scattare foto nitide dei crateri lunari standocene comodamente sulla nostra amata terra (luna piena 23/04/2019)

Se siete ancora scettici, qui sotto trovate due gallerie in cui sono mostrati scatti in sequenza con Zoom progressivo da 0.6X a 50X sia di giorno che di sera con illuminazione artificiale:

1/5
Ampio
Ampio
1X
1X
5X Ottico
5X Ottico
10X Combinato
10X Combinato
50X Digitale
50X Digitale

 

1/5
Ampio
Ampio
1X
1X
5X Ottico
5X Ottico
10X Combinato
10X Combinato
50X Digitalie (scarsamente illuminato)
50X Digitalie (scarsamente illuminato)

 

La resa professionale è possibile grazie alla perfetta integrazione dell’intelligenza artificiale; questa  elabora in tempo reale i dati provenienti dalle varie fotocamere, scegliendo la modalità di scatto più opportuna da un vasto catalogo di scenari possibili. Una volta definito lo scenario, il sistema sarà di ottimizzare colori, dettagli e illuminazione così da ottenere risultati sconvolgenti. La cosa che personalmente preferisco di questo Super-Zoom è la possibilità di utilizzarlo comodamente anche in video con, unica limitazione, la soglia dei 15x digitali.

Parlando di video, possiamo girare filmati in 4k a 30 fps (peccato per i mancanti 60) godendo della stabilizzazione ottica OIS che permette di ottenere risultati molto più che soddisfacenti, quasi al pari di uno stabilizzatore meccanico, anche a zoom avanzato. Non manca la possibilità di girare filmati in super slow motion (960 fps) della consueta durata di 1s con risoluzione ridotta a soli 720p. Novità positiva positiva di questa funzione, l’ottimizzazione del sistema di avvio che adesso appare molto più intelligente permettendoci letteralmente di “cogliere l’attimo”, visto e considerato che questa modalità cattura intervalli di tempo piccolissimi.

Video e Immagini rendono estremamente bene anche al buio e questo perchè il sensore ottico da 40MP della fotocamera SuperSpectrum principale, sfrutta una tecnologia tutta nuova (RYYB) che prevede l’impiego di pixel Gialli (al posto di quelli verdi della classica tecnologia RGGB) permettendo di catturare 4 volte più luce rispetto a qualsiasi altra camera o smartphone. Questo si traduce in colori accesi e dettagli impressionanti anche al buio o in condizioni di scarsa luminosità.

Impressionante la luce che riesce a carpire in una stanza completamente buia in “punta e scatta”, senza l’ausilio di flash, lunghe esposizioni o modalità “notte” grazie all‘ISO 409600 che rende il dispositivo una sorta di visore notturno. Ecco un esempio pratico con la stessa inquadratura catturata contemporaneamente da iPhone XS, Honor View 20 e Huawei P30 Pro.

iPhone XS
iPhone XS
Honor View 20
Honor View 20
Huawei P30 Pro
Huawei P30 Pro

L’ultra grandangolo da 20 MP assume una duplice valenza, ovvero quella di scattare foto complete di ambienti senza ricorrere all’artifizio della panoramica e quello di convertirsi, all’occorrenza, in macro per osservare piccoli dettagli a distanza estremamente ravvicinata con una qualità eccelsa anche in questo caso. Il tutto può essere gestito manualmente scegliendo l’apposita modalità dal menù “Altro” della fotocamera, oppure in maniera del tutto automatica affidandosi esclusivamente all’intelligenza artificiale.

Ultimo ma non meno importante, il sensore TOF (fotocamera isolata a destra) che, percependo la profondità degli oggetti e la loro distanza reciproca, permette di sfruttare al massimo app in realtà aumentata, giochi motion control (stile Kinect) favorendo una precisa scansione 3D dell’ambiente circostante. Purtroppo le app di terzi che permettano di sfruttare questo sensore sono ancora poche e rudimentali ma la sua presenza può essere vista come un investimento visto l’interesse sempre maggiore di utenti e sviluppatori. Al momento, le fotocamere di Huawei P30 Pro si servono del sensore TOF per generare bokeh al limite della perfezione, con contorni ben definiti e sfondi sfocati a più livelli, in modo da incrementare il senso di profondità e dare un aspetto professionale alla foto.

Ottima qualità anche per la fotocamera frontale da 32 MP che permette di girare video in FULL-HD a 30 fps dove non c’è nulla da segnalare in termini di novità se non la possibilità di sfruttare l’intelligenza artificiale per ottimizzare i selfie sulla base delle foto scattate in precedenza. Questo dovrebbe permettere di ottenere selfie ben illuminati e definiti in qualsiasi condizione di illuminazione.

BATTERIA E PRESTAZIONI DA RECORD.

Uno smartphone con certe caratteristiche non può prescindere dall’utilizzo di una componentistica avanzata che permetta di coordinare i vari sensori ed elaborare i dati in modo fluido e veloce. Huawei P30 Pro basa la sua potenza su un Kirin 980, processore octa core di ultima generazione realizzato con tecnologia a 7nm. Questa nuova tecnologia costruttiva riduce notevolmente le dimensioni dei chip rendendoli, allo stesso tempo, estremamente rapidi oltre che decisamente meno dispendiosi in termini energetici.

La potenza di calcolo con slot dedicati ad NPU per l’elaborazione di reti neurali, è supportata su questo smartphone da ben 8 GB di RAM, garantendo un’esperienza di utilizzo spensierata. Con una memoria così possiamo anche dimenticarci di chiudere le app in background, abbiamo raggiunto e a tratti superato il muro che separava smartphone da Desktop e Laptop equiparando finalmente comfort e prestazioni. Con queste specifiche lo smartphone si trasforma all’occorrenza in una vera e propria consolle portatile capace di far girare in libertà titoli graficamente eccezionali senza surriscaldare o gravare su fluidità, stabilità o batteria.

A proposito di batteria, Huawei P30 Pro integra una batteria da ben 4200mAh, è una batteria praticamente enorme se parliamo di capacità ma incredibilmente sottile se parliamo di dimensioni. Uno dei motivi che ci hanno portato a ritardare l’uscita di questa recensione è stata la volontà di sperimentare l’effettiva resa della batteria nel tempo. In circa un mese di utilizzo siamo fatti un’idea molto precisa: con una singola ricarica possiamo avvicinarci molto alle 24 ore di uso intenso e le 48 di uso standard. Nella giornata più stressante sono riuscito a scattare più di 500 fotografie, girare più di 20 filmati in 4k della durata media di 2 minuti, giocare a Fortnite  nel pomeriggio per circa un’ora, telefonare per una durata complessiva di circa tre quarti d’ora e restare sempre connesso sotto rete 4G con uso praticamente continuo di social fra cui Instagram e Facebook dove è scontata la riproduzione di filmati anche in Ata risoluzione. La batteria ha chiuso la giornata al 4% permettendomi di guardare (in risparmio energetico) un’intera puntata di “the big bang theory” su infinity.

Grazie alla porta USB-C 3.1, la ricarica completa da 0 a 100% avviene in circa 30 minuti grazie al supporto alla “Super carica“, possibile sfruttando il trasformatore SuperCharge da 40W in dotazione. La batteria può essere ricaricata anche attraverso induzione rapida fino a 15W (che attualmente supportano pochissime basette in circolazione, anche molto costose).

Come il Mate 20 Pro, anche Huawei P30 Pro permette la ricarica wireless inversa di altri dispositivi con supporto alla ricarica a induzione come smartphone, auricolari wireless di ultima generazione fra cui le nuove AirPods 2 o, come mostrato scherzosamente durante la presentazione ufficiale, anche rasoi e spazzolini elettrici. Naturalmente il trasferimento di energia verso altri dispositivi è da ritenersi “di emergenza” considerata la lentezza, quindi non lo utilizzerei tanto per ricaricare altri smartphone se non completamente scarichi, preferendo invece l’alimentazione di cuffiette e prodotti simili che richiedono tempi di ricarica inferiori.

Huawei P30 Pro è un computer, un telescopio, una consolle portatile , una reflex, un power bank a induzione e tanti altri strumenti condensati in un solo smartphone.

Mi sento personalmente di rinnovare e confermare il giudizio dato lo scorso anno alla stessa serie, Huawei P30 Pro è lo smartphone che ha tutto quello che si può immaginare.. e forse anche di più. Ricapitolando velocemente, abbiamo in un solo dispositivo un set di fotocamere professionali altamente variegato dalla qualità incredibile per uno smartphone, un telescopio digitale di qualità eccellente con il teleobiettivo periscopico,  tanta potenza grazie ad un processore d’avanguardia corredato da specifiche che non hanno nulla da invidiare ad un computer “tradizionale”ed una batteria mostruosa che non solo alimenta il dispositivo stesso ma permette anche di ricaricarne altri.

Queste sono solo alcune delle caratteristiche di questo smartphone, ho citato le più importanti, ovvero quelle che ci fanno desiderare di acquistarlo ed utilizzarlo come smartphone principale… certo non è per tutti, o almeno, non per tutti i portafogli! La qualità si paga e Huawei ha alzato notevolmente l’asticella raggiungendo i tanto criticati prezzi proibitivi associati storicamente ad iPhone, con la differenza che in questo caso possiamo materialmente giustificarli in resa finale ed innovazione. Disponibile in due diversi tagli di memoria, Huawei P30 Pro può essere acquistato a:

  • 999€ per la versione da 128 GB, taglio di memoria già molto più che sufficiente.
  • 1099€ per la versione da 256 GB, capienza che con cui stare praticamente spensierati.

Inutile dire che lo smartphone è altamente consigliato se l’acquisto previsto è relativo ad un Top di gamma, offre davvero tanto e lo fa in grande stile rappresentando il non plus ultra tra i modelli che attualmente concorrono nella stessa fascia di prezzo.

  • Durerà come smartphone? Assolutamente si vista la durata media dei suoi predecessori, P20 Pro compreso.
  • E’ superfluo? Dipende dall’utilizzo che se ne fa, è un Top di gamma davvero completo ma non tutto potrebbe interessare.A tal proposito sono stati rilasciati altri due fratelli minori, ovvero Huawei P30 e Huawei P30 Liteche mantengono la stessa qualità ma con qualche caratteristica in meno. Si tratta di una serie molto valida in tutte le sue forme e che sarà degna di essere esplorata fino in fondo con altre recensioni dedicate.
  • Assistenza? E’ una cosa un po’ sottovalutata e purtroppo passa in secondo piano. Huawei fornisce un’ ottima assistenza clienti con tanto di app dedicata, già preinstallata su tutti gli smartphone Honor e Huawei. L’app è molto completa, comprende vari tool e informative per diagnosi e risoluzione dei problemi ma, sopratutto, una chat di assistenza in tempo reale ed un servizio di assistenza telefonica gratuita. Una volta richiesta l’a assistenza, nel giro di pochi minuti si riceve la chiamata da parte di un responsabile cordiale e disponibile. Io personalmente ho usufruito del servizio un paio di volte registrando ottime esperienze in entrambi i casi.

  •  Soddisfatto? Dico solo che dopo aver provato Huawei P20 Pro lo scorso anno, mi sono praticamente innamorato della serie, nonostante l’occhio di riguardo nei confronti di iPhone ed Apple. Huawei P30 Pro non solo ha rispettato le mie aspettative ma ha anche incrementato quello che è il mio interesse nei confronti del brand. Mi aspetterei, in futuro, migliorie di tipo software visto che EMUI 9.1 resta un po’ carente rispetto ad altre distribuzioni Android; sulla nuova versione, di consistente è cambiato solo leggermente il tema che adesso risulta più “Flat”. Per quanto possa essere più graficamente piacevole, la novità resta ininfluente ai fini pratici vista la possibilità di personalizzare l’interfaccia all’infinito tramite lo store ufficiale dedicato ai temi.

Per il momento posso affermare che Huawei P30 Pro è il top di gamma che vorrei avere nel 2019, niente di più niente di meno. Qui sotto lascio la nostra video anteprima con tanto di Unboxing, in attesa della video recensione completa… nel frattempo fateci sapere nei commenti cosa ne pensate.

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