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La funzione di anti-tracciamento di Apple compare in iOS 14.4 beta 1

L'imminente funzione di anti-tracciamento di Apple inizia a comparire nella prima versione beta di iOS 14.4.

A partire dall’inizio del prossimo anno, le app dovranno chiedere il consenso agli utenti prima di utilizzare l’IDFA (Identifier for Advertisers) per monitorare il loro comportamento e le preferenze su app e siti Web per scopi di targeting degli annunci.

Oggi, MacRumors riporta che la richiesta di monitoraggio è iniziata a comparire nella prima beta di iOS 14.4, disponibile da una settimana per sviluppatori e beta tester pubblici. Uno screenshot condiviso nei forum di MacRumors mostra l’app NBA che richiede di tenere traccia dell’attività di un utente, con un messaggio che indica che i dati verranno utilizzati per fornire agli utenti “un’esperienza pubblicitaria migliore e personalizzata”.

Tuttavia, alcuni utenti iOS segnalano di aver visto questo pop-up su iOS 14.3 e iOS 14.2. Ciò potrebbe significare che Apple sta implementando una modifica lato server o che alcuni sviluppatori hanno iniziato a implementare la funzionalità prima del rilascio ufficiale.

Dopo l’annuncio dell’introduzione della nuova funzionalità, i principali sviluppatori di app e reti pubblicitarie come Facebook hanno criticato la funzione, con il social network che ha avvertito gli inserzionisti della sua piattaforma che questa novità potrebbe causare un calo di oltre il 50% delle entrate di Audience Network a causa della perdita di personalizzazione dagli annunci all’interno delle app. Inoltre, un gruppo di società pubblicitarie ed editori in Francia ha perfino presentato un reclamo antitrust.

Alcuni giorni fa, l’Electronic Frontier Foundation (EFF), un’organizzazione senza scopo di lucro che difende le libertà civili nel mondo digitale, ha affermato che le recenti critiche di Facebook rivolte ad Apple sull’imminente funzionalità di privacy relativa al tracciamento sono “ridicole”. Successivamente, anche i dipendenti di Facebook hanno definito “ipocrite” le accuse mosse dalla società contro Apple.

La funzione doveva arrivare insieme ad iOS 14, ma poi Apple ha deciso di ritardare il lancio per dare agli sviluppatori più tempo per prepararsi alle modifiche.

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