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DAZN, a breve stop alla visione in contemporanea su due dispositivi

Una scelta che farà molto discutere quella presa da DAZN e che dovrebbe entrare in vigore già a dicembre.

Le ultime notizie che giungono da Il Sole 24 Ore non piaceranno a chi condivide l’account DAZN con un altro membro della famiglia (che non vive sotto lo stesso tetto?) o con amici e conoscenti, magari per dividere il costo dell’abbonamento.

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La “concurrency”, il termine oggi utilizzato per indicare due utenze collegate allo stesso abbonamento, pare abbia i giorni contati in casa DAZN. La piattaforma di streaming, come probabilmente saprete, detiene i diritti della Serie A per il 2021-2024 e starebbe per porre fine ad una pratica che “riduce il valore dei diritti” e va contro “l’interesse della Lega Serie A e dei presidenti dei club”.

Raggiunta dalla redazione de Il Sole 24 ore, DAZN non ha rilasciato un commento ma la modifica dovrebbe entrare in vigore entro metà dicembre. Nelle prossime settimane gli abbonati alla piattaforma riceveranno una email con i dettagli del caso e, per tutti coloro che non prenderanno bene la notizia, sarà possibile esercitare il recesso entro 30 giorni.

Possibili scenari

Ci sono però ancora dei dubbi da sciogliere. Nell’esclusiva de Il Sole 24 Ore si legge di “device che si trovano a distanza l’uno dall’altro”, ma non è chiaro cosa si intenda per “distanza”. Facciamo l’esempio di due casi abbastanza comuni (ma ce ne sarebbero anche altri):

  • Persone che condividono l’appartamento non possono guardare, in due stanze dello stesso, due eventi diversi su DAZN utilizzando lo stesso abbonamento? Suona abbastanza assurdo.
  • Il blocco si attiva quando il dispositivo A e il dispositivo B non sono connessi alla stessa rete internet? Condivisibile o meno, questa ipotesi avrebbe più senso.

Oggi DAZN ha un costo mensile di 29,99 euro (19,99 per alcuni): paghereste una piccola differenza per abilitare la visione in contemporanea su due dispositivi? Magari sarà proprio questa la proposta di DAZN per i suoi abbonati.

Le altre piattaforme

Dipende dal tipo di abbonamento, certo, ma la concurrency è prevista su altre piattaforme di streaming come Netflix, Disney+, Amazon Prime Video e NOW. Quest’ultima è di proprietà di Sky e non ha mai ostacolato la visione in contemporanea su due dispositivi delle partite di Serie A, della Champions League o altri eventi (e prima di quest’anno, il Ticket Sport costava 29,99 euro, proprio come DAZN).

Cosa ne pensate della nuova (vociferata) strategia di DAZN?

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