Apple e Jon Prosser sono in contatto per coordinare la deposizione nell’ambito della causa relativa alla fuga di notizie su iOS 26. È quanto emerge da un nuovo rapporto congiunto sullo stato del procedimento, depositato questa settimana presso il tribunale e firmato dagli avvocati di Apple e dal team legale di Michael Ramacciotti.
La vicenda risale allo scorso luglio, quando Apple ha citato in giudizio Prosser e Ramacciotti, accusandoli di appropriazione indebita di segreti commerciali e di violazione del Computer Fraud and Abuse Act, in relazione alla diffusione anticipata di dettagli su iOS 26.
Secondo quanto sostenuto da Apple, Ramacciotti avrebbe avuto accesso all’iPhone di sviluppo di Ethan Lipnik, successivamente licenziato dall’azienda, e avrebbe effettuato una chiamata FaceTime per mostrare a Prosser gli elementi del redesign poi identificato come “Liquid Glass” di iOS 26. A ottobre, il giudice ha accolto la richiesta di Apple di procedere con un “default judgment” nei confronti di Prosser, una decisione che di fatto gli ha fatto perdere il diritto di contestare formalmente le accuse nel merito.
All’epoca, Prosser aveva dichiarato:
«indipendentemente da quanto riportato e da quanto scritto nei documenti del tribunale, sono in contatto con Apple dall’inizio di questa vicenda», aggiungendo che «l’idea che io stia ignorando il caso è sbagliata. Questo è tutto ciò che sono in grado di dire».
Il nuovo documento congiunto chiarisce che Apple e il team legale di Ramacciotti hanno continuato a scambiarsi una scoperta limitata e che l’azienda sta ancora cercando di determinare l’effettiva portata dell’accesso ottenuto da Ramacciotti all’iPhone di Lipnik.
Inoltre, il documento afferma:
«Apple ha notificato a Mr. Prosser la richiesta di documenti e la citazione a comparire per la deposizione. Il signor Prosser ha confermato di aver ricevuto le richieste di produzione documentale e di comparizione per deposizione e Apple sta collaborando con lui per coordinare una data per la sua deposizione».
Nonostante l’ingresso in default judgment sulla responsabilità, le parti risultano dunque in contatto. La deposizione di Prosser e gli ulteriori obblighi di discovery serviranno a definire l’esatta estensione delle informazioni riservate di Apple a cui si sarebbe avuto accesso, elemento centrale per stabilire l’ammontare degli eventuali danni e i rimedi che il tribunale potrà riconoscere all’azienda.

Nell’atto di citazione, Apple ha richiesto un processo con giuria, chiedendo una sentenza a proprio favore su tutte le accuse, le misure inibitorie ritenute necessarie dal tribunale, il risarcimento dei danni da quantificare in giudizio, i danni punitivi per l’asserita appropriazione dolosa e intenzionale di segreti commerciali, nonché un ordine che vieti ai convenuti di utilizzare o divulgare informazioni confidenziali, proprietarie o segreti industriali senza consenso scritto e che imponga la restituzione o la distruzione di qualsiasi materiale in loro possesso.
L’azienda ha richiesto anche gli interessi pre e post sentenza al tasso massimo consentito, il rimborso delle spese legali e ogni altro provvedimento che il tribunale riterrà equo e appropriato.




















































































































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