Approfondimenti

Mike Daisey racconta la sua esperienza a Shenzhen nelle fabbriche della Foxconn

Dopo i numerosi morti del 2010, recentemente circa 300 dipendenti della Foxconn hanno minacciato di suicidarsi per ottenere un aumento. La multinazionale cinese è sempre al centro dell’attenzione mediatica e oggi Mike Daisey ha raccontato la sua esperienza a Shenzhen durante il programma This American Life.

L’azienda cinese Foxconn, multinazionale che produce componenti elettronici per grosse aziende come Apple e Motorola, è da sempre al centro dell’attenzione mediatica a causa delle scarse condizioni in cui lavorano i dipendenti e all’alto tasso di suicidi.

Stamattina, durante il popolare programma radiofonico This American Life, l’attore americano famoso per i suoi monologhi, Mike Daisey, ha raccontato del suo viaggio in Cina ed in particolare della cittadella costituita dalle fabbriche della Foxconn. La sua esperienza è molto interessante, e di seguito riportiamo un estratto del suo intervento:

Guardo gli edifici, questi immensi edifici. Sono così enormi. E lungo i bordi di ogni enorme edificio ci sono le reti, perché proprio nel momento in cui stavo facendo questa visita c’erano stati molti suicidi nello stabilimento di Foxconn. Settimana dopo settimana, operaio dopo operaio hanno raggiunto la cima di questi enormi edifici e si sono buttati giù, uccidendosi in modo pubblico e brutale, senza pensare a quanto potesse nuocere all’immagine della Foxconn. La risposta della Foxconn ai suicidi susseguitisi per mesi è stata di mettere quelle reti.

E’ il cambio di turno e gli operai stanno uscendo dall’edificio. E io sono lì, sotto il sole, a fissare le guardie. Mi sento ridicolo. Sembro improponibile in quel paesaggio. Voglio dire, non vorrei parlare con me. E Kathy mi sorprende. Chi la conosce? Si rivela essere una persona irascibile. Corre verso il primo operaio, lo afferra per un braccio e lo trascina verso di noi. Si comincia a parlare e, in breve tempo, non riusciamo a tenere il passo.

Prima c’è un operaio in attesa, poi due, poi tre. Tutti vogliono parlare. Iniziamo a parlare con tre o quattro operai alla volta. Siamo ancora in grado di tenere il passo. E’ come se tutti andassero a lavoro ogni giorno pensando, sai cosa sarebbe bello? Sarebbe bello se qualcuno che usa tutto questo schifo che facciamo durante il giorno, venisse qui e ci chiedesse cosa sta succedendo. Perché avremmo molto da raccontare.

Se siete interessati potete ascoltare l’intero racconto seguendo questo link. L’esperienza raccontata è davvero sconcertante e le condizioni in cui lavorano gli operai della Foxconn sono inimmaginabili. Per monitorare la situazione, Apple  ha aumentato dell’80% i controlli  presso le fabbriche della supply chain in modo da assicurarsi che i partner di produzione seguano il rigoroso codice di condotta Apple. I miglioramenti ci sono stati, ma non bastano. La società californiana ha anche aderito al Fair Labor Association, un’organizzazione senza scopo di lucro che si dedica al miglioramento delle condizioni per i lavoratori di tutto il mondo.

Via | CultOfMac

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