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Cremona, preso il falso cieco che utilizzava l’iPad e l’iPhone

Curiosa ed indecente al tempo stesso l’ennesima notizia che rimbalza questa volta direttamente da Vigevano riguardo ad un altro caso di “falsa cecità“. Dopo averli visti passeggiare disinvoltamente per strada, guidare, questa volta è il caso del falso cieco appassionato di tecnologia.

 

Che Stefano V., 27enne di Vigevano, fosse uno strano tipo di cieco, i carabinieri di Cremona lo hanno capito vedendolo attraversare velocemente gli incroci senza bastone o altro tipo di supporto. Quando però lo hanno visto entrare nel megastore Mediaworld a Gadesco Pieve Delmona, i militari sono rimasti a bocca aperta. L’invalido – centralinista all’Ispettorato del lavoro di Cremona, con un’indennità di accompagnamento di 807 euro al mese – dopo essersi tolto gli occhiali neri, maneggiava con padronanza iPad e iPhone, esaminava attentamente tablet e telefoni palmari e poi andava via, rimettendosi gli occhiali prima di uscire. Una truffa ai danni dello Stato, secondo il giudice per le indagini preliminari Guido Salvini. Che ha ordinato gli arresti domiciliari disponendo anche il sequestro preventivo di tutte le somme depositate sul suo conto corrente e della sua auto, per un totale di 27mila euro. L’equivalente, cioè, di quanto il centralinista ha percepito dal 2008 a oggi come pensione di invalidità. Ora la Procura di Cremona – titolare dell’indagine è il pm Fabio Saponara – sta cercando di capire come mai l’uomo sia stato riconosciuto “cieco parziale” (nell’agosto del 2003) e come “cieco totale” (nel luglio 2006) dalla commissione medica dell’Asl di Pavia.

Proprio pochi giorni fa avevamo recensito tre applicazioni tutte italiane in grado di aiutare gli utenti affetti da disabilità visiva. Il pensiero va a loro, a tutte quelle persone con disabilità vere (cosa saranno mai 807 euro per una persona non vedente?) non assistite a sufficienza dallo stato mentre questi furbetti fanno la bella vita alle spese della stato e dei contribuenti. Non stupiamoci poi se ormai siamo visti sempre più come un paese di “serie b”. Sarebbe troppo chiedere la galera e pene esemplari anche per i medici che hanno riconosciuto questa finta invalidità?

Via | Repubblica

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