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iCloud: le autorità americane possono accedere ai dati memorizzati da tutti noi
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iCloud: le autorità americane possono accedere ai dati memorizzati da tutti noi 

Il Foreign Intelligence Surveillance Act (FISA) è un provvedimento che permette alle autorità americane di accedere liberamente ai dati memorizzati da utenti stranieri nei server di società aventi sede legale in USA. Tecnicamente quindi tutti noi potremmo essere “spiati” dalle autorità americane.

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iCloud

L’atto è stato modificato nel 2001, soprattutto per comprendervi previsioni in materia di terrorismo al fine di colpire gruppi non esplicitamente sostenuti da Stati stranieri. Servizi come iCloud, Google Drive, Dropbox e altri, sono soggetti a questa legge, approvata nel 2008 dall’amministrazione Bush e recentemente ri-autorizzata dall’amministrazione Obama per ulteriori 5 anni. Sostanzialmente ciò significa che tutti i dati memorizzati da cittadini non americani su server cloud negli Stati Uniti, possono essere analizzati da varie agenzie del governo federale degli USA, tra cui NSA, FBI e CIA.

Caspar Bowden, il quale ha lavorato come consulente per la privacy in Microsoft Europa per nove anni, fino al 2011, afferma che:

Questa legge significa che gli Stati Uniti sono stati in grado di estrarre tutti i dati dei cittadini stranieri salvati su server cloud sin dal 2008, e nessuno sen’è accorto.

Sophie in ‘t Veld, un’europarlamentare olandese la quale è anche vice presidente della commissione per le libertà civili del Parlamento europeo, afferma che le autorità europee dovrebbero agire il prima possibile, evidenziando un ulteriore aspetto:

Pensate se, invece degli Stati Uniti, ad avere accesso illimitato ai nostri dati fossero i russi o i cinesi, lo riterremmo un problema urgente? Nessuno si è ancora posto questa domanda?

Anche se le autorità americane non utilizzeranno questi dati a sproposito, alcuni dei gestori dei servizi cloud come Google stanno già chiedendo spiegazioni. Non appena avremo ulteriori notizie vi aggiorneremo tempestivamente.

Via | CultOfMac

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