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Impronte digitali e vocali, la firma biometrica potrebbe essere il futuro | Riflessioni
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Impronte digitali e vocali, la firma biometrica potrebbe essere il futuro | Riflessioni 

La firma biometrica esiste da tantissimo tempo, ma l’attenzione è cresciuta con l’introduzione del lettore di impronte digitali dell’iPhone 5S ed oggi il comunicato di Nuance “la voce diventa password” ci fa ‘sognare’ un futuro simile a quello dei film di fantascienza.

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La firma biometrica non è una novità di Apple, naturalmente, e la tecnologia già da tempo viene utilizzata anche nei prodotti di larga diffusione (riesco a ricordare una pen drive con lettore di impronte che ho comprato almeno 5 anni fa), ma probabilmente oggi stiamo per vivere una svolta.

La svolta potrebbe essere oggi perché ora tutti, e non solo le aziende, sono più attenti alla protezione dei dati, ed inoltre perché questa tecnologia risponde ad un imperativo del ‘progresso moderno’: la semplicità.

La firma biometrica si andrà man mano sempre più affermando e l’introduzione del lettore di impronte implementato da Apple ha dato una grossa spinta al settore, non solo perché questo sarà presente sui prossimi dispositivi Apple, ma anche perché ci saranno sicuramente molte altre società che seguiranno questa scia.

Nuance ha un suo punto di vista su questo scenario ed occupandosi di riconoscimento vocale, punta su un futuro in cui potremo autorizzare pagamenti, loggarci sui siti web, autorizzare il downaload di un’applicazione, magari anche firmare un contratto, semplicemente utilizzando la nostra voce, magari pronunciando una frase del tipo “La mia voce è la mia password”!

Questo perché, come l’impronta digitale, anche l’impronta vocale è univoca per ogni essere umano, ma non essendo un qualcosa di visibile ad occhio nudo richiede una tecnologia più complessa per essere registrata, che si basa sia sulle caratteristiche delle voce che sul modo di pronunciare le parole.

Per quanto oggi ci possa sembrare una cosa strana fare la spesa al supermercato, strisciare la carta e ‘pronunciare la nostra password’, un giorno potrebbe essere una cosa molto comune, così come dire a Siri di puntare la sveglia per domani alle sette.

Ci sono comunque numerosi ostacoli al successo ed alla diffusione dell’autenticazione biometrica, che dipendono non solo dalle società che dovrebbero occuparsi di integrare sistemi hardware e software, ma anche dagli utenti che dovrebbero poi usarli. Se sono stati sollevati tanti dubbi riguardo la sicurezza del lettore delle impronte digitale, non oso immaginare quanti ne verrano sollevati su quella dell’impronta vocale.

La cosa certa è che questi strumenti seguono la scia del progresso che vuole un mondo sempre più semplice nella quotidianità e magari una giusta combinazione degli stessi, con la giusta combinazione di dispositivi (portatili, indossabili, fissi) potrebbe aumentare l’efficienza e la qualità delle nostre giornate… oppure no?

Per ora vi salutiamo con un simpatico video pubblicato da Nuance per mostrare lo strumento che stanno sviluppando.

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