Nonostante le tendenze di mercato spingano verso sistemi fotografici sempre più a filo con la scocca, Apple sembra intenzionata a seguire una strada differente per la sua prossima generazione di punta.
Le ultime indiscrezioni, supportate dai modelli dummy analizzati da Vadim Yuryev del canale YouTube Max Tech, suggeriscono che l’iPhone 18 Pro Max presenterà un blocco fotocamere sensibilmente più spesso. Secondo Yuryev, queste unità fisiche mostrano “fotocamere molto più spesse… anche il vetro nero sulle fotocamere sporge un po’ di più”, confermando che il plateau stesso è diventato “un po’ più spesso” rispetto a quello visto sull’attuale iPhone 17 Pro Max.
Le misurazioni fornite offrono un quadro tecnico molto preciso della crescita millimetrica del dispositivo. Lo spessore totale dell’iPhone 18 Pro Max, includendo il plateau delle fotocamere, passerà agli 11,54 mm contro gli 11,23 mm del modello precedente. Se invece consideriamo anche la sporgenza delle singole lenti, il valore totale raggiunge i 13,77 mm, segnando un aumento rispetto ai 12,92 mm registrati lo scorso anno.
Sebbene il corpo dello smartphone mantenga uno spessore di base identico, si registrano lievi incrementi anche nell’altezza e nella larghezza, rispettivamente di 0,36 mm e 0,39 mm, indicando un leggero ridimensionamento strutturale complessivo.

Questa scelta ingegneristica non è casuale ma sembra essere dettata dalle ambizioni fotografiche della società.
L’iPhone 18 Pro Max dovrebbe infatti introdurre l’apertura variabile sul sensore principale, una tecnologia che richiede componenti meccanici mobili e dunque maggiore spazio fisico. Questa funzione permetterebbe agli utenti di regolare manualmente la quantità di luce che colpisce il sensore, migliorando la gestione dell’esposizione e offrendo un controllo superiore sulla profondità di campo.
A questo si aggiungerebbe un teleobiettivo con apertura maggiore e, potenzialmente, un nuovo sensore d’immagine a tre strati sviluppato da Samsung, capace di ridurre il rumore digitale e aumentare la gamma dinamica degli scatti.
Yuryev ha espresso grande fiducia nell’accuratezza di questi modelli dummy, definendo la loro precisione come “perfetta” sulla base dell’affidabilità dimostrata dai campioni ricevuti l’anno scorso per la serie 17.






















































































































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