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La Cina smetterà di vendere gli iPhone se Trump inizierà ad ostacolare gli accordi commerciali esistenti

La Cina è pronta a dare battaglia al nuovo presidente degli Stati Uniti d’America. In un articolo pubblicato dal Global Times, rivista controllata dal Partito comunista cinese, e immediatamente ripreso da The Guardian, Pechino si dichiara pronta a rispondere a muso duro a Trump e ai dazi promessi durante la sua campagna elettorale ai quali seguiranno una serie di contromisure dalla Cina, con gravi ripercussioni per l’economia degli States.

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Il miliardario repubblicano ora presidente degli Stati Uniti d’America, che durante la sua campagna elettorale dai toni infuocati ha ripetutamente minacciato la Cina di sanzioni per agevolare la ripresa economica delle aziende americane e persino accusato Pechino del “più grande furto della storia del mondo” sta ora ritrattando o si tratta solo di una strategia per poter cogliere la Cina alla sprovvista? Sono in molti a chiedersi quale saranno effettivamente le misure che il neo-presidente Trump ha intenzione di mettere in atto per quanto riguarda gli accordi commerciali tra il suo Paese e la Cina e quali provvedimenti prenderà il Colosso asiatico in risposta.

E’ difficile prevedere le mosse di Trump, ma considerando i delicati equilibri politico-economici, i grandi interessi che molte aziende Americane hanno e gli investimenti fatti in Cina, si potrebbe pensare che le promesse fatte durante la campagna elettorale verranno disattese o quanto meno, il presidente dovrà ridimensionare le sue pretese se non vuole scatenare una vera e propria guerra economica con la Cina. Come riportato dal Global Times in un editoriale, le scelte del nuovo presidente influenzeranno il suo mandato: “Se Trump rottama il commercio Cina USA, un gran numero di industrie USA sarà compromesso. Inoltre il nuovo presidente sarà condannato per la sua ignoranza e incompetenza”. Il giornale ha aggiunto che: “eventuali nuove tariffe da parte degli USA innescherebbero contromisure immediate da Pechino”. A rischio sarebbero ad esempio l’acquisto di auto, l’importazione di soia e mais e le vendite di iPhone, il governo cinese potrebbe anche limitare il numero di studenti cinesi che studiano negli Stati Uniti. Tutto questo oltre a minacciare un solido rapporto tra i due colossi economici metterebbe a rischio anche l’equilibrio e i rapporti commerciali con altri Paesi. Ci auguriamo che Trump rifletta bene sulle azioni da compiere e si riveli più misurato rispetto alla sua campagna elettorale.

Via | The Guardian

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