Google Allo: dalle stelle alle stalle nel giro di due mesi

30/11/2016

Immagine per Google Allo

Google Allo

Google, Inc.
Gratis

Google ha diversi mesi fa lanciato la sua nuova applicazione per la messaggistica, Allo. L’applicazione ha circa due mesi di vita, e dopo un’incredibile successo iniziale (forse dovuto alla curiosità degli utenti) sta ora velocemente finendo nel dimenticatoio.

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Google Allo è disponibile non solo per Android, ma anche per iOS. Alcuni punti forti del servizio sono sicuramente la possibilità di far comunicare utenti che utilizzando sistemi operativi diversi e il Google Assistant, assistente virtuale che può essere richiamato all’interno di una chat per chiedere informazioni e altro ancora.

Allo ha raggiunto l’incredibile risultato di 5 milioni di download nei primi cinque giorni di vita, ma nei successivi 55 non ha mantenuto lo stesso ritmo. Su App Store, ad esempio, non è presente nella classifica delle 150 applicazioni gratuite più scaricate, e non è segnalata nemmeno nella categoria “Social Network”.

Per quanto riguarda il suo “negozio” di riferimento, ovvero Play Store, si legge che l’applicazione raggiunge tra i 5 e i 10 milioni di download. Probabilmente Google si aspettava numeri maggiori, soprattutto dopo una presentazione davvero ben fatta, che aveva colpito anche il sottoscritto.

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Ma quali sono i motivi che hanno portato Google Allo ad essere dimenticata dagli utenti? La piattaforma di Big G ha due limiti importanti: è assente (al momento) un client web o software per Windows/macOS, e non permette di effettuare chiamate e/o videochiamate. Considerata l’agguerrita concorrenza (WhatsApp e Telegram), sono due fattori da tenere in seria considerazione.

Google Allo è graficamente molto curata, permette di personalizzare le conversazioni con sfondi e sticker (ultimi quelli su Animali Fantastici e Dove Trovarli), e offre Google Assistant, anche se attualmente supporta solo la lingua inglese.

WhatsApp in primis, e Telegram, hanno conquistato già milioni di utenti e si aggiornano con un certa costanza per offrire nuove funzionalità. Google Allo potenzialmente potrebbe dare del filo da torcere alle due piattaforme leader del settore, ma al momento è ancora fortemente limitata.

Perché gli utenti dovrebbero quindi scegliere un servizio che al momento del lancio sembrava già “vecchio”?

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