Un nuovo report di The Information entra nel dettaglio dell’attuale organizzazione dell’intelligenza artificiale in Apple, oggi sotto la supervisione di Craig Federighi. Secondo quanto riportato, è proprio Federighi il responsabile della decisione di Apple di iniziare a utilizzare modelli sviluppati da aziende esterne, come Google.
Il report conferma anche indiscrezioni precedenti secondo cui Federighi sarebbe stato a lungo uno scettico dell’AI, almeno fino a quando non ha provato ChatGPT di OpenAI alla fine del 2022.
The Information descrive Federighi come:
“una persona attenta ai costi, che tiene sotto stretto controllo gli stipendi ed esita a investire in progetti rischiosi quando il ritorno non è chiaro.”
Questo approccio avrebbe contribuito alla sua iniziale diffidenza verso l’AI e viene indicato come uno dei “potenziali rischi nel rendere Federighi il responsabile dell’AI”.
Secondo il report, Federighi “tende a esaminare ogni dettaglio delle spese del suo team, fino ai budget per le banane e altri snack da ufficio.”
E avrebbe mostrato insofferenza di fronte all’idea che per assumere talenti AI fosse necessario pagarli più dei dirigenti Apple:
“Federighi si è scontrato con l’idea che assumere queste persone potesse richiedere stipendi superiori a quelli del team esecutivo Apple.”
All’interno del gruppo AI ci sarebbe inoltre preoccupazione per un possibile giro di vite sulle trasferte di lavoro. Il report riporta che alcuni temono che, sotto la guida di Federighi, il team non potrà partecipare a un numero elevato di conferenze di settore.
Secondo The Information, i collaboratori più stretti di Federighi avrebbero provato “per anni” a convincerlo dell’importanza dell’AI.
Il report racconta anche alcuni esempi concreti delle perplessità di Federighi. Gli ingegneri Apple gli avrebbero proposto una funzione basata sull’AI per modificare “dinamicamente” la schermata Home dell’iPhone.
Federighi, però, riteneva che una funzione del genere avrebbe potuto “disorientare gli utenti, abituati a sapere dove si trovano le app.”

Apple offre già un widget di Suggerimenti di Siri che tenta di proporre in modo proattivo alcune app nella schermata Home.
Uno dei nodi principali, secondo chi ha lavorato con lui, era l’imprevedibilità dell’AI:
“Una delle preoccupazioni di Federighi riguardo all’AI era la sua imprevedibilità. Durante le riunioni di revisione del design, voleva risposte definitive su come le funzioni si sarebbero comportate. Preferiva software programmato per agire in modi specifici, piuttosto che affidarsi ad algoritmi che modificano dinamicamente quel comportamento.”
La posizione di Federighi sarebbe cambiata alla fine del 2022, dopo aver provato ChatGPT:
“Dopo aver sperimentato il chatbot di OpenAI, Federighi disse ai colleghi di aver iniziato ad apprezzare quel tipo di tecnologia AI e incaricò i suoi team di trovare modi per integrarla nei prodotti Apple.”
Da quel momento, Federighi ha assunto la supervisione del gruppo AI di Apple.
Oggi Mike Rockwell è responsabile di Siri e risponde direttamente a Federighi. In passato, secondo quanto riportato, Rockwell avrebbe affermato che l’approccio di Federighi allo sviluppo software fosse “troppo conservativo e che Apple avesse bisogno di pensare più in grande.”





























































































































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