È stato pubblicato il consueto report annuale di Jason Snell, che raccoglie le valutazioni di 56 commentatori influenti del mondo Apple, tra scrittori, editor, sviluppatori e podcaster, incluso il direttore di 9to5Mac Chance Miller.
Il documento, noto come report card di Six Colors, offre una panoramica ampia sul sentimento generale nei confronti di Apple nell’ultimo anno.
Snell descrive così l’obiettivo dell’iniziativa:
“È arrivato il momento di fare il punto sulle performance di Apple nell’ultimo anno, viste attraverso gli occhi di scrittori, editor, sviluppatori, podcaster e di tutte le persone che passano molto tempo a pensare ad Apple. L’obiettivo è ottenere un quadro generale del sentimento riguardo all’anno appena trascorso.”
Ai partecipanti viene chiesto di valutare Apple su diverse metriche, assegnando un punteggio da uno a cinque, dove cinque rappresenta il massimo. Il divario tra hardware e software è netto: l’affidabilità dell’hardware ottiene 4,5, mentre la qualità dei sistemi operativi Apple si ferma a 2,7.
La differenza è particolarmente evidente quando si parla di Mac. Sul fronte hardware, il consenso può essere riassunto in un concetto curioso: le macchine sono talmente valide da risultare “noiose”, nel senso più positivo possibile. Shahid Kamal Ahmad ha scritto:
“Il più grande complimento che posso fare al mio MacBook Pro M4 Pro è che, a parte il nome poco maneggevole, è noioso. È noioso che, a differenza del mio potente laptop PC, non debba preoccuparmi di avere un caricatore a portata di mano. È noioso che quasi non senta mai il rumore invadente delle ventole. È noioso che lo schermo sia bellissimo, dimensione perfetta, chiarezza perfetta, contrasto perfetto, colori perfetti, luminosità perfetta e fluidità perfetta.”

Il tono cambia drasticamente quando si passa a macOS 26, nome in codice Tahoe. John Siracusa, noto per le sue recensioni approfondite delle versioni di macOS, non ha usato mezzi termini:
“Tahoe è il peggior aggiornamento dell’interfaccia utente nella storia del Mac. Ogni cambiamento è o concettualmente sbagliato o eseguito male, o entrambe le cose. Il Mac rimane utilizzabile solo grazie alla mancanza di ambizione di Tahoe, che per lo più altera l’aspetto e le metriche degli elementi dell’interfaccia piuttosto che apportare modifiche fondamentali alla struttura dell’interfaccia del Mac. Per fortuna. Le cattive idee incarnate in Tahoe rivelano un team di design di Apple che ha abbandonato i principi più basilari dell’interazione uomo-computer.
Anche Christina Warren di Mashable è stata altrettanto netta, pur con meno parole:
“Sono costretta a usare macOS Tahoe per lavoro, altrimenti non esiste universo in cui lo terrei installato anche solo su una delle mie macchine.”
Cosa ne pensate voi di macOS Tahoe e dei Mac?
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