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Siri non registra le nostre conversazioni senza consenso, un giudice dà ragione ad Apple

Un giudice distrettuale degli Stati Uniti si è schierato dalla parte di Apple ed ha respinto una causa secondo cui Siri registra le conversazioni degli utenti senza il loro consenso.

Oggi, un giudice della California del Nord ha archiviato una class action che accusava Apple della registrazione “illegale e intenzionale” delle conversazioni degli utenti tramite Siri.

Il giudice Jeffrey White ha affermato che i querelanti non sono riusciti a fornire prove sufficienti per sostenere le affermazioni, ma ha dato ai consumatori il permesso di riesaminare la denuncia.

Nell’Agosto 2019, i querelanti hanno denunciato varie violazioni delle leggi statali e federali, inclusa una legge federale che vieta l’intercettazione intenzionale delle comunicazioni. La causa è stata intentata in seguito a segnalazioni secondo cui appaltatori umani hanno esaminato le conversazioni di più utenti, come parte di un programma di garanzia della qualità mirato ad aumentare l’accuratezza delle risposte di Siri.

Apple, da parte sua, aveva sospeso il programma di controllo della qualità per verificare se Siri avesse effettivamente registrato le conversazioni utenti. Tuttavia, la società alla fine ha deciso di riattivare il programma in una versione successiva di iOS e ha reso più facile per gli utenti eliminare qualsiasi registrazione che Apple potrebbe avere archiviato.

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