iSpazio è un blog che ha come tematica principale Apple, i suoi dispositivi ed il suo ecosistema. Per capire a pieno questo “universo” tuttavia, non bisogna “navigare” con i paraocchi ma bisogna guardarsi anche intorno per capire come si sta muovendo la concorrenza e quale livello è arrivata la tecnologia. Per questo motivo, di tanto in tanto proviamo e recensiamo anche dispositivi Android che ci sembrano degni di nota. Oggi esaminiamo l’OPPO Find X9 che si è dimostrato un ottimo rappresentante del contesto contemporaneo.
Storicamente, questi test sono stati quasi sempre limitati a pochi giorni di utilizzo. Non per mancanza di interesse, ma perché per un utente abituato ad iPhone, iOS e all’ecosistema Apple, l’esperienza Android risultava spesso accompagnata da una costante sensazione di frizione: piccole scomodità, differenze nelle abitudini, una generale “smania di ritorno” verso iPhone che rendeva difficile mantenere uno sguardo davvero equilibrato.

Con OPPO Find X9, per la prima volta dopo molto tempo, l’approccio è stato diverso. Lo smartphone è stato utilizzato come dispositivo principale per un periodo prolungato, rinunciando intenzionalmente all’iPhone. Un cambio di metodo che ha portato anche ad un cambio di prospettiva. Complice un divario tra iOS e Android ormai ai minimi storici, ma soprattutto grazie ad un prodotto sorprendentemente maturo, coerente e completo. L’esperienza si è rivelata naturale, fluida e priva di quella frizione che in passato rendeva le recensioni Android inevitabilmente sbilanciate.
Questa resta una recensione filtrata dallo sguardo di un utente Apple, ma con un approccio più oggettivo del solito e, con buona sorpresa, con un esito finale estremamente positivo.

OPPO Find X9: il “base” che base non è
OPPO Find X9 è la versione “base” del top di gamma dell’azienda. Sulla carta potrebbe essere definito un entry level della serie Find, ma nella pratica questa definizione risulta fuorviante.Il posizionamento ricorda molto la strategia Apple: un modello base che rinuncia a pochi elementi specifici per dare senso all’esistenza del Pro, ma che conserva gran parte dell’esperienza premium, sia in termini di materiali sia di prestazioni.
Design e qualità costruttiva
Con un peso di 203 grammi, OPPO Find X9 trasmette subito una sensazione di solidità. In mano risulta complessivamente comodo, anche se il form factor è leggermente più largo rispetto a un iPhone, un dettaglio che può farsi notare nei primi giorni di utilizzo. Dopo poco tempo, però, l’ergonomia diventa naturale.

Lo spessore è paragonabile a quello di un iPhone di ultima generazione e anche la scelta dei materiali richiama standard premium: il frame laterale è realizzato in alluminio anodizzato mentre il retro si configura in un pannello in vetro opaco. Inoltre, la colorazione Velvet Red dell’esemplare ricevuto in prova, contribuisce ulteriormente alla percezione premium, con una resa molto elegante sia alla vista sia al tatto.
L’unico vero limite del design è il grip: la superficie è piuttosto liscia e, soprattutto con mani sudate, il telefono tende a scivolare. In questi casi, l’utilizzo di una cover diventa fortemente consigliato.

OPPO Find X9 mantiene un’identità propria e riconoscibile, soprattutto grazie al modulo fotografico. Questo è uno degli elementi meglio riusciti: il bump non è eccessivamente sporgente né sbilanciato e le singole fotocamere risultano ben integrate nell’alloggiamento senza sporgenze ulteriori. Nel complesso, il risultato è pulito, armonico e coerente. Da utenti Apple restiamo largamente all’interno della nostra zona di confort perchè fra materiali e design, eccezion fatta di display e modulo fotografico, sembra di avere fra le mani un iPhone 17 base.

Interessante anche la presenza del così nominato “Snap Key”, un pulsante personalizzabile simile all’Action Button di iPhone, che può essere associato a diverse funzioni. L’implementazione è ben riuscita e, soprattutto, non appare come una copia diretta di iOS, ma come una soluzione coerente con l’identità di ColorOS, già a partire dalla UI del menù di configurazione


Display AMOLED: ottimo, ma non senza compromessi
Il display è un AMOLED da 6,59 pollici, con risoluzione FHD+ e refresh rate a 120 Hz. I colori sono vividi, la resa cromatica è piacevole e la luminosità raggiunge picchi fino a 3600 nit, garantendo un’ottima visibilità anche sotto la luce diretta del sole. I bordi sottilissimi contribuiscono a un’esperienza visiva immersiva e appagante in qualsiasi contesto, dalla fruizione multimediale alla navigazione quotidiana.

Il pannello utilizza tecnologia LTPS e non LTPO. Questo significa che il refresh rate non è completamente adattivo da 1 a 120 Hz, ma lavora a soglie (60, 90 e 120 Hz). Dal punto di vista percettivo, la fluidità resta eccellente e l’esperienza a 120 Hz è pienamente godibile. In termini di efficienza energetica, però, non si raggiungono i livelli dei pannelli LTPO più avanzati. Una scelta probabilmente legata anche alla necessità di differenziare il modello base dal Find X9 Pro.

Il vetro utilizzato è un Gorilla Glass 7i. Si tratta di una soluzione resistente, ma sulla carta meno avanzata rispetto ad altri vetri adottati su dispositivi della stessa fascia. Complice anche l’utilizzo di una pellicola protettiva, non possiamo segnalare danni o graffi al display nonostante l’inserimento “spartano” in tasche o zaini a contatto diretto con chiavi e monete.
Di contro possiamo dare un giudizio molto positivo alla resistenza generale della scocca che si è dimostrata molto solida anche in occorrenza delle condizioni citate prima e anche un paio di cadute sempre, rigorosamente, senza cover. Ci sentiamo, tuttavia, di consigliare una scelta di utilizzo prudente che prevede l’applicazione di una pellicola protettiva e di una cover.
Sblocco, sicurezza e interfaccia
Il sensore di impronte sotto la superficie del display è posizionato leggermente più in alto rispetto alla media. Questa scelta, secondo la nostra opinione, si è rivelata vincente perchè rende il sensore più comodo e naturale da raggiungere. Inutile dire che lo sblocco è rapido, affidabile e si configura con una velocità disarmante rispetto ai vecchi touch-ID

È presente anche lo sblocco facciale tramite fotocamera frontale da 32 MP. Non si tratta di un sistema tridimensionale come Face ID, ma nell’uso quotidiano risulta estremamente rapido ed efficace. Abbiamo notato che, per le operazioni più sensibili, i servizi Google e le app che richiedono autenticazione biometrica tendono a privilegiare l’impronta digitale, probabilmente perché considerata più sicura.

A livello grafico, fin dallo sblocco si notano piccoli richiami al linguaggio visivo “liquid glass” di Apple. OPPO, però, ha evitato eccessi: questi elementi sono ben integrati e coerenti, senza risultare un semplice copia-incolla volto a cavalcare una tendenza.

Fotocamere Hasselblad: uno dei veri punti di forza
Il comparto fotografico è uno degli aspetti più pubblicizzati di OPPO Find X9, a partire già dalla confezione. La collaborazione con Hasselblad si traduce in un sistema composto da:
- fotocamera principale da 50 MP, f/1.6, 23mm e sensore Sony con OIS
- ultra-grandangolare 120° da 50 MP, 15mm utilizzabile anche per macro
- teleobiettivo 3x da 50 MP, f/2.6, 73mm
- sensore True Color da 2 MP per l’analisi della luce

La scelta di portare tutte e tre le fotocamere a 50MP risulta affine a quella fatta da Apple per iPhone 17 e mira a non penalizzare gli scatti ottenuti attraverso moduli “non principali”. In questo modo, qualsiasi tipologia di foto, in qualsiasi modalità, partirà da una base di 50MP che, chiaramente, subiranno crop in base allo zoom e alle condizioni di luminosità dell’ambiente inquadrato.
Il tutto rientra nell’Hasselblad Master Camera System, supportato dal nuovo LUMO Image Engine, che lavora sull’equilibrio tra colore, dettaglio e rumore.
Di giorno, le foto sono eccellenti: ampia gamma dinamica, colori piacevoli e grande quantità di dettaglio. Il processing Android risulta più incisivo rispetto a iPhone, con un uso dell’IA talvolta evidente. Alcuni puristi potrebbero storcere il naso, ma nell’uso quotidiano il risultato è spesso più appagante, sopratutto con la fotocamera “principale” e il teleobiettivo 3X che, fra le altre cose, restituiscono uno sfocato naturale molto interessante
In condizioni di scarsa luminosità, l’IA interviene in modo deciso: alcuni dettagli vengono “interpretati” e l’illuminazione generale risulta talvolta più intensa rispetto alla scena reale. Il sensore Sony con apertura f/1.6 e stabilizzazione ottica, però, è chiaramente pensato per la fotografia notturna, riuscendo a contenere il rumore anche a ISO elevati.
Nonostante non si tratti del modello Pro, è possibile scattare in RAW, un dettaglio che rafforza ulteriormente il posizionamento premium del dispositivo. Lo scatto in RAW difficilmente è peculiarità di uno smartphone “entry level”, definizione riduttiva per OPPO Find X9 proprio in virtù di caratteristiche come questa.
Di contro, le stesse caratteristiche dovrebbero attivare dei campanelli di allarme, sopratutto in relazione al prezzo non proprio modico. Probabilmente molti di noi non avranno mai la necessità di scattare in RAW o addirittura potrebbero non sapere di cosa si tratti e come si usa. Se vi rispecchiate in questa categoria, potrebbe essere un dispositivo non adatto a voi, con funzionalità superflue per il vostro utilizzo ma che contribuiscono a far lievitare il prezzo.
È presente uno zoom digitale fino a 120x, basato su interpolazione IA. Una funzione interessante sulla carta, ma poco consigliabile nella pratica: l’immagine finale è molto spesso palesemente artificiale e lontana dal concetto di fotografia tradizionale.

“Fotografando” la luna si ottiene un risultato tutto sommato piacevole ma ben al di sotto della qualità (sempre fittizia) ottenuti da smartphone della concorrenza già da più di qualche anno. In altri casi la resa è negativamente imparagonabile a tal punto da far nascere in noi una suggestione potenzialmente utile per OPPO e altri competitor attivi nel mondo android:
“E se in futuro, per migliorare questa tipologia di scatti, il software della fotocamera facesse ricorso a modelli AI come nano banana?”
A tale proposito, abbiamo dato lo scatto grezzo in pasto a Google Gemini e, proprio attraverso l’impiego di nano banana abbiamo ottenuto un’immagine più che ottimale e soddisfacente.

Inoltre, nano banana è stato in grado di generare una replica perfetta e coerente dell’inquadratura, degli oggetti inquadrati con tutti i loro dettagli e, sopratutto, la prospettiva legata alla distanza focale. Sia quella generata autonomamente da OPPO find x9 che quella generata da Gemini con nano banana, sono palesemente immagini fittizie, con la differenza che la seconda è sicuramene più soddisfacente e utilizzabile.

Sulla carta, OPPO Find X9 offre specifiche video di altissimo livello: 4K fino a 120 fps, HDR e possibilità di girare in Log. Nella pratica, però, la resa video non raggiunge ancora il riferimento rappresentato da iPhone. Il risultato è pienamente godibile e di buona qualità, ma manca quella definizione e quella “pasta” visiva che caratterizzano i video Apple. Un limite che si riscontra ancora oggi su molti top di gamma Android.
Autonomia e ricarica: un punto di riferimento
La batteria da 7025 mAh rappresenta uno dei punti più impressionanti di OPPO Find X9. Con un utilizzo medio si raggiungono agevolmente le 24 ore. Anche con uso intenso, a fine giornata resta una percentuale di carica molto confortevole. Da utenti apple non siamo minimamente abituati a durate del genere.
La ricarica supporta la ricarica ultrarapida a 80W via cavo e 50W via wireless ma solo con accessori SuperVOOC ufficiali. Sarebbe stato bello trovarli in confezione ma ormai la tendenza globale è quella di non includere più nulla nella scatola, se non lo smartphone, il cavo di ricarica e la pin per aprire il vano SIM. Tuttavia, oppo offre dei bundle molto interessanti sul suo sito ufficiale che spesso, vedremo, includono anche l’alimentatore e altri accessori.

Con caricabatterie di terzi è possibile raggiungere comunque potenze elevate, fino a circa 67W. La ricarica non sarà ultrarapida ma comunque rapida abbastanza da risultare piacevole e molto più che accettabile.

Prestazioni, connettività e affidabilità
Il MediaTek Dimensity 9500, affiancato da 12 GB di RAM e 512 GB di storage, offre prestazioni elevate e stabili, paragonabili al modello Pro che include stesso processore, stessa capacità di archiviazione e 4GB di RAM in più.

Nonostante il sistema di raffreddamento a camera di vapore, in alcuni casi si nota un leggero riscaldamento. Ci teniamo a precisare che non si tratta di nulla di problematico, sopratutto se confrontato con le temperature raggiunte da iPhone a parità di tecnologia di raffreddamento impiegata.

OPPO find X9 è dual SIM e, come tutti i suoi predecessori negli ultimi anni, garantisce un’ottima ricezione. Si tratta storicamente di uno dei punti di forza dei dispositivi OPPO, così come la qualità di chiamate, microfoni e speaker. A questi ultimi va fatto un appunto perchè la resa, seppur soddisfacente, non risulta così performante come sul Pro e comunque meno di altri modelli provati di recente.

Sotto scocca troviamo anche Wi-Fi 7 e Bluetooth 6.0 ma sentiamo l’assenza dell’uscita video a causa dell’impiego un po’ anacronistico di una porta USB-C 2.0. SI tratta sicuramente di una caratteristica che farà storcere il naso a molti utenti e potrebbe fare la differenza in sede di valutazione dell’ acquisto.

Software, IA e MindSpace
ColorOS si conferma una delle personalizzazioni Android più mature e coerenti, soprattutto per chi proviene da iOS. OPPO sta spingendo molto sull’intelligenza artificiale, introducendo MindSpace, un assistente che raccoglie screenshot, appunti e memo vocali trasformandoli automaticamente in promemoria, eventi e riassunti. Una funzione che Apple ha promesso da tempo, ma che qui risulta già integrata in modo concreto e naturale.

A questo si affiancano numerosi strumenti IA per l’editing fotografico, dal “semplice” reframing dell’inquadratura per renderla più armonica ed “instagrammabile”, alla gomma per cancellare persone e oggetti in modo non sempre ottimale ma comunque più performante rispetto alla controparte in iOS.

Altri strumenti permettono di migliorare e regolare l’illuminazione sui volti nelle foto, ridurre i riflessi della luce sulle lenti o sulle superfici lucide, recuperare scatti sfocati, aumentare la nitidezza e così via. Il nostro preferito è senza dubbio lo strumento “Scatto perfetto AI” che riconosce i volti delle persone in foto e permette di sostituirli con alternative di altre foto presenti nella galleria.

Un esempio pratico potrebbe essere quello delle foto di gruppo in cui notoriamente, a prescindere dal numero di scatti, qualcuno uscirà a turno con gli occhi chiusi. Con questo strumento basta selezionare il volto della persona uscita male e sostituirlo con il suo stesso volto prelevato da una foto (precedente o successiva) in cui è uscito bene. Il riconoscimento dello stesso individuo nelle varie foto avviene in modo automatico.
Sempre parlando di intelligenza artificiale, non mancano gli strumenti di scrittura che su android fanno un interessante passo avanti. Oltre alle funzioni AI che permettono di riscrivere il testo, riassumerlo, allungarlo, migliorarlo, farne mappe concettuali e sistematizzarlo in tabelle, su OPPO find X9 abbiamo potuto provare anche le nuove dedicate alla scrittura di post per i social o recensioni per piattaforme di ecommerce e servizi come google maps.
Prezzo e conclusioni
OPPO Find X9 viene proposto sul sito ufficiale di OPPO in tre diverse colorazioni (Velvet Red, Titanium Gray e Space Black) a 999 euro. Un prezzo elevato se letto come “entry level”, ma coerente se considerato come alternativa diretta agli smartphone premium di Apple. Come anticipato nell’introduzione, la strategia di prezzo è analoga a quella messa in atto da Apple. Oppo Find x9 ha un prezzo paragonabile a quello di un iPhone 17, mentre il pro a quello di un iPhone 17 Pro.

Con tutta sincerità, per uno smartphone del genere, saremmo stati disposti a spendere circa 100/150€ in meno. Su Amazon, infatti, non è difficile trovare offerte che per 899€ o meno offrono bundle anche il caricabatterie SuperVOOC originale da 80W per la ricarica ultrarapida. Tutto ciò per consigliare, in tutta onestà, di non valutare esclusivamente il sito ufficiale per l’acquisto perchè altrove si trovano spesso bundle e promozioni interessanti.

OPPO Find X9 56 Dual SIM 512 GB + 12 GB di RAM
A proposito di bundle, sulla pagina ufficiale di OPPO Find X9, OPPO propone due bundle particolarmente convenienti che danno senso alla spesa complessiva. Il primo abbina allo smartphone anche lo smartwatch “Watch X2 mini” a circa 50€ in più rispetto al prezzo di OPPO Find X9.

L’altro pacchetto, invece, offre allo stesso prezzo dello smartphone acquistato singolarmente, anche gli auricolari wireless “OPPO Enco X3s” e un powerbank magnetico da 5000mAh. Fino a pochi giorni fa, al posto del powerbank, c’era il caricabatterie SuperVOOC originale. Questo conferma il fatto che, seppur non sia incluso nella confezione, girando i vari store è possibile ottenere comunque qualche accessorio in più che altrimenti andrebbe comprato a parte con un suo costo che si somma a quello dello smartphone.

Dopo settimane di utilizzo come smartphone principale, il quadro è ormai definito: OPPO Find X9 è un dispositivo completo, equilibrato e sorprendentemente maturo, capace di far dimenticare l’iPhone nella quotidianità. OPPO promette 5 major update e 6 anni di patch di sicurezza;
Apple resta un riferimento in termini di longevità, ma il divario oggi è molto più sottile. Per chi arriva dal mondo Apple ed è curioso di guardare oltre, Find X9 è senza dubbio una delle proposte Android più convincenti sul mercato. Per chi vuole approfondire, vi lasciamo anche il video in cui ripercorriamo tutti i punti salienti di questa recensione, toccando con mano il telefono e analizzandolo ancora più da vicino.


























































































































































































































































































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