Nel panorama degli smartphone globali, l’influenza di Apple sul design resta un dato di fatto. Lo vediamo da anni, soprattutto nei mercati asiatici, dove estetica e interfacce dell’iPhone continuano a essere un riferimento esplicito. Detto questo, il nuovo Honor Power 2, presentato il 5 gennaio al CES, porta questa dinamica a un livello che difficilmente passa inosservato.
A dirla tutta, non siamo davanti alla solita “ispirazione” più o meno dichiarata. Il Power 2 sembra quasi voler rivendicare la propria somiglianza con l’iPhone 17 Pro Max. Cornici sottili e perfettamente uniformi, modulo fotografico posteriore con tre fotocamere disposte su una piattaforma rialzata, proporzioni generali che richiamano in modo diretto il linguaggio visivo Apple. Anche la colorazione di lancio, Sunrise Orange, non fa molto per nascondere il parallelo con le tonalità più riconoscibili del colosso di Cupertino.
Il risultato è uno smartphone che, a colpo d’occhio, potrebbe tranquillamente essere scambiato per un iPhone, soprattutto se osservato rapidamente o da lontano. E Honor sembra perfettamente consapevole di questo effetto.

Il numero “10080” visibile nell’immagine in alto non è decorativo. Indica la capacità della batteria, che è uno degli elementi su cui Honor costruisce la propria contro-narrazione rispetto ad Apple. Con 10.080 mAh, il Power 2 offre un’autonomia che, almeno sulla carta, è circa il doppio di quella dell’iPhone 17 Pro Max. È qui che il brand prova a spostare la conversazione dal “sembra un iPhone” al “fa qualcosa che l’iPhone non fa”.
Sul fronte tecnico, il dispositivo monta un display OLED da 6,79 pollici con risoluzione FHD+, refresh rate a 120 Hz e una luminosità di picco locale a 1.800 nit. Il cuore del sistema è il MediaTek Dimensity 8500 Elite, accompagnato da 12 GB di RAM e da uno spazio di archiviazione di partenza pari a 256 GB. La fotocamera frontale è da 16 megapixel, mentre il sensore principale posteriore è da 50 megapixel.
Il Power 2 viene proposto anche in Midnight Black, indicato come Deep Blue, e in Snowfield White, una finitura argentata che rafforza ulteriormente il richiamo a un’estetica premium ormai consolidata.
Il punto, però, non è stabilire se Honor abbia copiato o meno Apple. Quello che conta davvero è la strategia che emerge. La società cinese sembra parlare direttamente a un pubblico che apprezza il design dell’iPhone, ma non vuole o non può entrare nell’ecosistema Apple.
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