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Motorola ad Apple: il 2,25% e siamo amici come prima!
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Motorola ad Apple: il 2,25% e siamo amici come prima! 

Ancora una volta parliamo di brevetti e cause legali: nuovi documenti processuali svelano le richieste economiche di Motorola nei confronti di Apple!

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Il tutto è venuto alla luce grazie alla richiesta di Apple di poter visionare gli accordi di licenza attivi tra Qualcomm e Motorola, inoltrata per difendersi dalle accuse di quest’ultima. Apple è stata infatti accusata di violazione brevettuale dalla società neo-acquisita da Google, che ha chiesto di bloccare la vendita di svariati suoi prodotti in alcuni paesi europei, tra cui l’Italia.

Apple ha quindi ottenuto tali accordi, con la motivazione che questi potessero proteggerla dalla causa di Motorola per estensione (la Mela è l’utilizzatrice dei chipset di baseband Qualcomm, che ha già stipulato accordi specifici con la detentrice dei brevetti). Non è tutto: Apple ha anche chiesto gli accordi stipulati con Nokia, HTC, LG ed Ericsson, per conoscere la cifra chiesta ai licenziatari in cambio dell’utilizzo dei brevetti. A ognuna di queste richieste, Motorola si è chiaramente opposta.

Ed è proprio grazie a questi dibattimenti che siamo venuti a conoscenza di quanto chiese Motorola per far divenire Apple sua licenziataria: il 2,25% delle vendite di dispositivi che utilizzano i brevetti.

Il dettaglio proviene da un’email firmata da Karl Christof, del pool difensivo di Apple, e diretta ad un avvocato della controparte. Per questo motivo non si hanno chiari dettagli su cosa andrebbe a coprire questo eventuale accordo di licenza, anche se si presume che riguardi tutti i brevetti oggetto del contenzioso.

(foto di Foss Patents)

Anche così, tuttavia, la richiesta di Motorola pare davvero eccessiva: i brevetti in questione sono stati dichiarati sette anni fa standard dell’industria. Il proprietario degli stessi è quindi obbligato a licenziarli secondo i termini FRAND (tariffe “eque, ragionevoli e non discriminatorie”).

La questione fondamentale e che Apple utilizzerà nel processo è: il 2,25% sulle vendite è una tariffa “equa, ragionevole e non discriminatoria”?

Voi che ne pensate?

 Via | AppleInsider

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