Samsung ha finalmente pubblicato i risultati ottenuti dopo l’indagine che ha costretto la società a ritirare tutti i Galaxy Note 7 dal mercato mondiale subito dopo il lancio. Oltre ad effettuare un’indagine interna su oltre 200 mila dispositivi, Samsung ha poi esaminato da vicino il processo di produzione che ha richiesto l’aiuto di società esterne, tra cui UL, Exponent e TUV Rheinland.

Samsung e le altre società che hanno analizzato il caso, sono giunte alla stessa conclusione della quale eravamo tutti a conoscenza, il problema dipendeva dalle batterie e nello specifico due problemi hanno causato le esplosioni dall’interno.

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Le prime batterie avevano un difetto di progettazione negli angoli superiori. Più in particolare, l’angolo in alto a destra ero troppo piccolo, per contenere il gruppo di elettrodi, tanto da provocare un surriscaldamento con conseguente corto circuito durante un utilizzo normale del dispositivo. Inoltre, la parte finale degli elettrodi negativi delle celle, è stata posizionata in modo non corretto nella struttura interna della batteria.

Il secondo caso invece ha visto coinvolte le batterie di ricambio che presentavano barre anomale che si sono formate durante il processo di saldatura a ultrasuoni. L’elettrodo positivo si sarebbe mosso verso quello negativo, causando così il corto circuito. Inoltre, sono state trovate batterie che non presentavano il nastro isolante.

 Via | Samsung