Apple ha confermato ufficialmente che utilizzerà i modelli Gemini di Google per alimentare future funzionalità di Siri e di Apple Intelligence. La conferma è arrivata tramite una dichiarazione rilasciata a CNBC, e già questo è un primo elemento da leggere con attenzione, perché Apple raramente commenta in modo così diretto partnership tecnologiche di questo tipo.
Nel messaggio, l’azienda afferma di aver scelto Google dopo un’attenta valutazione, riconoscendo che la tecnologia di Gemini rappresenta “la base più capace” per gli Apple Foundation Models. Non ci sono dettagli tecnici, non c’è una roadmap pubblica e non viene spiegato come avverrà l’integrazione. Apple si limita a parlare di nuove esperienze che verranno sbloccate per gli utenti, lasciando volutamente ampio il perimetro dell’annuncio.
Secondo quanto riportato da CNBC, l’intesa tra Apple e Google sarebbe una partnership pluriennale. Anche qui, però, ci fermiamo ai fatti: il colosso di Cupertino utilizzerà i modelli di Gemini per le future versioni dei propri Apple Foundation Models. Punto. Non vengono specificati termini economici, vincoli tecnologici o modalità di utilizzo.
È importante sottolinearlo perché le due società, al momento, non hanno confermato alcun dettaglio tecnico o finanziario dell’accordo. Tutto ciò che va oltre questa informazione resta, per ora, fuori dal perimetro ufficiale.
Altro elemento cruciale riguarda i tempi. La dichiarazione di Apple non fornisce alcuna indicazione su quando le nuove funzionalità di Siri e Apple Intelligence saranno disponibili. CNBC riporta che il lancio è previsto “più avanti nel corso dell’anno”, ma non c’è una data ufficiale né una finestra più precisa.
Questo aspetto si lega direttamente a quanto accaduto nel 2024. Alla WWDC, Apple aveva presentato l’ecosistema Apple Intelligence, introducendo strumenti come gli Strumenti di scrittura, Image Playground, Genmoji e una versione profondamente rinnovata di Siri, capace di comprendere il contesto personale, agire all’interno delle app e interpretare ciò che avviene sullo schermo.
La maggior parte di queste funzionalità è stata effettivamente rilasciata. La nuova Siri, però, no.

Ed è qui che la situazione diventa più interessante, perché Apple aveva già ammesso pubblicamente il ritardo. In una dichiarazione rilasciata a John Gruber lo scorso maggio, l’azienda aveva spiegato che lo sviluppo delle nuove funzionalità di Siri stava richiedendo più tempo del previsto.
La conferma ufficiale dell’accordo con Google arriva dopo mesi di reportage approfonditi da parte di Mark Gurman di Bloomberg. Secondo Gurman, Apple verserebbe a Google circa un miliardo di dollari all’anno per l’accesso ai modelli Gemini. Bloomberg ha inoltre riferito che la nuova versione di Siri potrebbe basarsi su un modello da 1,2 trilioni di parametri.
Né Apple né Google hanno confermato pubblicamente questi dettagli, mantenendo il massimo riserbo sui termini economici e sulle specifiche tecniche dell’accordo.
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