L’annuncio della collaborazione tra Apple e Google per portare Gemini al centro delle nuove funzionalità di Siri non è passato inosservato.
Tra le reazioni più nette c’è stata quella di Elon Musk, che ha scelto X per definire l’intesa “un’irragionevole concentrazione di potere” a favore di Google. Il commento arriva poche ore dopo la conferma ufficiale dell’accordo.
In precedenza, l’account News from Google su X aveva annunciato una partnership pluriennale con Apple, finalizzata a supportare Siri e gli Apple Foundation Model attraverso l’infrastruttura di Google. Un messaggio che ha fatto rapidamente il giro della piattaforma.
A distanza di un paio d’ore, Musk ha risposto direttamente al post, liquidando l’accordo con una critica secca e diretta:
“Sembra una concentrazione di potere irragionevole per Google, che ha già Android e Chrome”, ha scritto Musk su X.
This seems like an unreasonable concentration of power for Google, given that the also have Android and Chrome
— Elon Musk (@elonmusk) January 12, 2026
Questo intervento si inserisce in un contesto già caratterizzato da tensioni significative. La presa di posizione di Musk segue la mossa strategica della sua azienda xAI, che ha intrapreso un’azione legale contro Apple e OpenAI, accusate di aver stretto un accordo per integrare ChatGPT come componente aggiuntivo di Siri e di alcune funzioni di Apple Intelligence.
Secondo Musk, quell’accordo avrebbe di fatto penalizzato potenziali concorrenti, come Grok, impedendo loro di competere ad armi pari sull’App Store. Il testo sottolinea che queste accuse sono state ampiamente screditate, ma nonostante ciò il procedimento è destinato ad andare avanti, avendo superato i tentativi di archiviazione presentati sia da Apple sia da OpenAI.
Apple is behaving in a manner that makes it impossible for any AI company besides OpenAI to reach #1 in the App Store, which is an unequivocal antitrust violation.
xAI will take immediate legal action.
— Elon Musk (@elonmusk) August 12, 2025
Tornando alle critiche rivolte all’asse Apple-Google, alcuni hanno visto nelle parole di Musk un possibile indizio su un progetto futuro di xAI, come il lancio di uno smartphone, un’ipotesi che lo stesso Musk ha già evocato in passato. Altri, invece, interpretano l’uscita come un segnale preliminare in vista di una possibile azione legale per cercare di ostacolare l’accordo, seguendo uno schema simile a quello già adottato contro Apple e OpenAI.
Il malcontento di Musk si inserisce anche in un momento delicato per xAI. L’azienda sta affrontando crescenti critiche internazionali e pressioni regolatorie dopo che Grok è stato utilizzato per generare immagini a sfondo sessuale non consensuali, inclusi contenuti che coinvolgono minori.
Questi episodi hanno spinto paesi come Indonesia e Malesia a bloccare il chatbot, avviato indagini e possibili azioni legali, e riacceso le richieste di rimozione dell’app xAI dall’App Store.
















































































































































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