Per oltre dieci anni Apple ha potuto contare sull’accesso privilegiato ai chip più avanzati prodotti da Taiwan Semiconductor Manufacturing Co.. Quel vantaggio oggi non è più garantito.
La crescita accelerata dell’intelligenza artificiale sta ridisegnando le priorità produttive di TSMC. Apple, per la prima volta da molto tempo, si trova a competere apertamente con altri grandi clienti per la capacità manifatturiera più avanzata.
È quanto emerge da un’analisi approfondita pubblicata dall’analista di semiconduttori Tim Culpan sul suo blog Culpium.
Secondo Culpan, Apple non può più dare per scontato di essere messa davanti agli altri quando si tratta dei nodi produttivi più avanzati. È un cambio di status rilevante, se si considera che per anni i chip progettati a Cupertino sono stati uno dei motori principali dell’espansione di TSMC.
Oggi la situazione è diversa e Apple si trova a competere direttamente con aziende focalizzate sull’intelligenza artificiale, come Nvidia e AMD, proprio sui processi produttivi più richiesti e costosi.

Il punto non è solo quanti clienti ci siano, ma cosa producono. Gli acceleratori per l’intelligenza artificiale occupano una superficie di wafer molto più ampia rispetto ai system-on-chip per smartphone. Anche un numero limitato di clienti AI può quindi assorbire una quota significativa della capacità produttiva totale.
Questo significa che i chip progettati da Apple non vengono più automaticamente prioritizzati all’interno delle oltre due dozzine di fabbriche gestite da TSMC.
Secondo l’analisi, Nvidia avrebbe superato Apple come principale cliente di TSMC in termini di ricavi in almeno uno o due trimestri del 2025. I dati dettagliati non sono pubblici, ma il segnale è indicativo di un cambiamento più ampio.
Apple, inoltre, non è più il principale motore di crescita dei ricavi di TSMC da circa cinque anni. Il baricentro dell’industria dei semiconduttori si è spostato dagli smartphone all’intelligenza artificiale, e le priorità produttive si sono spostate di conseguenza.
Questo nuovo equilibrio potrebbe avere conseguenze concrete. Apple potrebbe trovarsi a pagare di più per il silicio nelle prossime generazioni di chip, dovendo competere con clienti disposti a versare un premio pur di ottenere accesso prioritario ai nodi più avanzati.
È improbabile che Apple non riesca a spedire i propri prodotti per mancanza di wafer. Tuttavia, una pressione sui costi che dovesse protrarsi nel tempo potrebbe incidere sui margini o influenzare le strategie di prezzo nei prossimi anni.
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