WeSC Conga, le cuffie che stanno spopolando anche nel nostro Paese, recensite da iSpazio | Product Review

Oggi vi parleremo di un prodotto che molti di voi avranno sicuramente visto in giro e che, negli ultimi mesi, è diventato un vero e proprio trend per molti, sia adolescienti che non: le cuffie WeSC, acronimo di WeAreTheSuperlativeConspiracy, azienda che produce abbigliamento e appunto cuffie per artisti di fama internazionale e non come Bloody Beetrots, Steve Aoki, Snoop Dog, Fabri Fibra e molti altri. Andiamo a vederle insieme in tutti i pro e i contro.

Innanzitutto va detto che la WeSC è una azienda di abbigliamento svedese con base proprio nella capitale, Stoccolma, che produce anche cuffie, di qui il primo monito che vi faccio: nonostante siano buone cuffie, gli audiofili non si aspettino prestazioni da Bowers & Wilkins, AKG o Mashall: mettetevi l’anima in pace. La qualità comunque è molto molto buona, troviamo anche una grandissima gamma di combinazioni di colori e modelli, in grado di soddisfare i gusti veramente di tutti. Le cuffie che noi abbiamo tenuto “sotto osservazione” sono le Overlay Bongo e le Checked Conga.

Andiamo per ordine e partiamo dalla confezione: veramente minimale e ridotta all’osso. Le cuffie sono ben esposte e protette da un sottilissimo strato di plastica. Possiamo trovare oltre all’headset, il cavo di prolunga (indispensabile considerata la lunghezza veramente minima del cavo) e un depliant illustrante tutti i vari modelli.

Passiamo ai materiali: realizzate con plastiche di buona fattura, le WeSC appaiono resistenti, anche se fino ad un certo punto, ovviamente se le calpesteremo o ci appoggeremo sopra una pila di libri si romperanno, ma resisteranno a cadute e a piccoli urti egregiamente. Il cavo di quelle che abbiamo avuto a disposizione era anch’esso in plastica, ma essendo di una plastica più spessa dei comuni auricolari, tenderanno meno a cedere all’usura. Tra le WeSC troviamo anche dei modelli con il cavo in corda, a mio parere nettamente superiore a quello in gomma/plastica, che inoltre evita gli aggrovigliamenti, già attenuati dalla grandezza del cavo stesso. Le finiture sono abbastanza buone, piccola pecca il sistema di regolazione dell’altezza dei padiglioni. Per chi ha la testa spropositamente “lunga” come me, il continuo su e giù del meccanismo tra quando le terremo al collo e quando le useremo, rischia di renderlo, a lungo andare, un po’ “scivoloso” e quindi un po’ meno preciso. Piccola precisazione: le WeSC sono ideali in tutte le stagioni, tranne l’estate, in quanto quando fa caldo tenerle al collo è veramente soffocante e provoca nella maggior parte dei casi una sudorazione eccessiva delle zone limitrofe delle orecchie e del collo, specialmente la nuca.

Trattiamo ora del punto più importante, l’audio: innanzitutto notiamo come le WeSC offrano una buona insonorizzazione. I padiglioni che coprono interamente le orecchie infatti possono garantire un’ascolto della nostra musica o altro più che dignitoso anche in luoghi come la metropolitana o le vie del centro di una città come Milano, dove vivo io. Per quanto riguarda l’altezza e la qualità c’è da dire che offrono un ottimo livello di db: utilizzandole con iPhone, non sono riuscito a sentire la mia voce urlare tenendo il volume al massimo. Parlando di qualità possiamo dire che hanno una resa del suono quasi universale: le cuffie si comportano bene però specialmente su musica “pesante” come l’elettronica, l’hip-hop e la musica metal, in quanto le WeSC prediligono i bassi agli alti. Tuttavia anche l’ascolto di musica classica come la nona di Beethoven non è terrificante, anche se sicuramente non è il punto di forza di queste cuffie.

Sono delle buone cuffie tutto sommato e, considerando anche il prezzo, relativamente basso (circa 50€) posso sentirmi di consigliarvele nel caso siate amanti dei colori e del design e non volete delle cuffie troppo oscene musicalmente parlando.

Voto: 6.5

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