Dopo la presentazione di iPhone X con il nuovo sistema di riconoscimento facciale, il senatore americano Al Franken ha sollevato i primi dubbi sulla sicurezza e sulla privacy della nuova tecnologia introdotta da Apple e ha inviato una lettera a Tim Cook.

Franken fa parte del comitato giudiziario del Senato sulla Privacy e, dopo l’introduzione del Face ID sui nuovi iPhone X, il senatore ha voluto scrivere al CEO di Apple, Tim Cook, per avere alcune risposte sulle funzionalità della nuova tecnologia.

Face ID è progettato per eseguire una scansione tridimensionale del viso, determinando la struttura del volto di una persona che viene trasformata in un modello matematico per ottenere l’autenticazione e quindi lo sblocco del dispositivo.

Apple ha affermato che il Face ID è protetto dallo stesso Secure Enclave che mantiene al sicuro i dati del Touch ID e che tutta l’elaborazione avviene direttamente sul dispositivo, senza passare da servizi cloud e viene assicurato che il sistema di riconoscimento non può essere ingannato utilizzando una foto o indossando una maschera.

Nella lettera che Franken ha inviato a Tim Cook, il Senatore solleva qualche preoccupazione sulle modalità di utilizzo future, da parte di Apple, dei dati di riconoscimento del viso, sulle modalità di addestramento al riconoscimento facciale, sulla disponibilità dell’azienda a confrontarsi con le istituzioni in termini di legge oltre, appunto, a voler rassicurazioni che il Face ID non possa essere ingannato in qualche modo.

Dal momento dell’annuncio giornalisti, appassionati e utenti Apple hanno sollevato preoccupazioni sulla possibilità che il Face ID possa influenzare il diritto alla privacy, fondamentale per ogni cittadino americano e sull’eventualità che Apple possa speculare utilizzando i dati personali in futuro mettendo in discussione la qualità e sicurezza della tecnologia.

Ad esempio è stato segnalato come molti sistemi di riconoscimento facciale abbiano evidenziato un tasso di errore particolarmente elevato quando hanno dovuto identificare persone di colore per diverse motivazioni, tra cui una mancanza di diversità tra i volti utilizzati per addestrare il sistema. Inoltre la preoccupazione riguarda la possibilità di ingannare il sistema utilizzando una foto o una maschera del proprietario.

Il Senatore ha chiesto a Cook di rispondere a 10 punti di domande, molte delle quali hanno già avuto risposta durante l’evento. Tra queste troviamo:

  • Apple può estrarre i dati ricavati dal Face ID di un dispositivo? I dati saranno memorizzati in remoto? Apple può confermare di non volere utilizzare i dati per scopi diversi da quelli del riconoscimento facciale?
  • Da dov’è stato recuperato il miliardo di immagini utilizzate per addestrare il Face ID? Quali passi ha compiuto l’azienda per garantire che l’addestramento del sistema copra una vasta gamma di volti?
  • Face ID effettua una continua ricerca del volto? Apple mantiene sul dispositivo tutte le inquadrature utilizzare per lo sblocco di iPhone? Apple conserverà le immagini dei volti diversi dal proprietario del dispositivo?
  • Quale garanzia viene offerta da Apple per impedire che il dispositivo venga sbloccato da qualcuno che, impugnandolo, inquadri il viso del proprietario? Come viene distinto il volto reale dell’utente da uno coperto da maschera?
  • Come risponderà l’azienda alle richieste di applicazione di legge sull’accesso ai dati di riconoscimento facciale o al Face ID stesso?

Franken ha chiesto che Tim Cook risponda a tutte le domande sul Face ID entro il 13 ottobre. L’azienda non è obbligata a rispondere perché non si tratta di una citazione ma è probabile che le risposte vengano fornite in modo da eliminare ogni possibile dubbio o perplessità sulla nuova tecnologia introdotta su iPhone X.

Via | MacRumors