Mike Shroepfer, Chief Technology Officer di Facebook, ha pubblicato un post in cui spiega che diverse modifiche sono state applicate alle API di Facebook per limitare il numero di dati che le applicazioni posso raccogliere dagli utenti del social network.

Le modifiche riguardano le API di Gruppi, Eventi e Pagine, e hanno lo scopo di ridurre le informazioni a cui le applicazioni possono accedere. Con le API Eventi, ad esempio, le applicazioni non potranno più accedere ai partecipanti o ai post pubblicati sulla bacheca dell’evento, oppure le API Gruppi non forniranno più le liste dei membri o i nomi associati a commenti o post.

Facebook inoltre ora richiede l’approvazione per l’accesso di terze parti alle API di Gruppi e Pagine, e di tutte le applicazioni che accedono ad informazioni come check-in, foto, post e video. Le applicazioni, inoltre, non potranno più accedere ad informazioni quali preferenze religiose e/o politiche, stati di relazione, istruzione, carriera lavorativa e altro ancora. In aggiunta, non sarà più possibile utilizzare il numero di telefono di una persona, o il suo indirizzo e-mail, per rintracciarla su Facebook.

Per quanto riguarda invece gli utenti Android, è emerso che Facebook ha raccolto dati su messaggi e telefonate. Il social network, dopo le numerose critiche, cancellerà tutti i log più vecchi di un anno e raccoglierà in futuro meno dati.

Le modifiche per la tutela della privacy applicate da Facebook arrivano dopo la scandalo Cambridge Analytica. È infatti emerso che tale azienda ha utilizzato dati personali degli utenti ricavati da Facebook ed ottenuti in modo illecito da applicazioni di terze parti per realizzare pubblicità mirate durante le elezioni politiche del 2016 negli Stati Uniti d’America.

All’inizio, in base alle prime stime di Facebook, si pensava che Cambridge Analytica avesse avuto accesso ai dati di circa 50 milioni di utenti Facebook. I dati aggiornati, e resi pubblici, rivelano invece che l’azienda ha raccolto informazioni su circa 87 milioni di utenti del social network, con 70 milioni solo negli Stati Uniti d’America.