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Il “Made in China” è destinato a ridursi drasticamente: nuove fabbriche in altri Paesi

Un fornitore chiave di Apple, ed una dozzina di altri giganti della tecnologia, hanno intenzione di dividere la propria catena di approvvigionamento tra il mercato cinese e gli Stati Uniti, dichiarando che il tempo della Cina come fabbrica nel mondo è finito a causa della guerra commerciale.

La Cina non sarà più l’epicentro della produzione mondiale in futuro, secondo Foxconn, il più grande partner della catena di approvvigionamento di Apple, che ha gradualmente ampliato le sue operazioni in altri paesi durante la guerra commerciale USA-Cina.

“Non importa se è l’India, il Sud-est asiatico o le Americhe, ci sarà un ecosistema di produzione in ciascun paese”, ha detto il presidente della Foxconn Young Liu. Liu ha affermato coraggiosamente che sebbene la Cina continuerà ad essere un luogo chiave per le fabbriche di Foxconn, i “giorni come la fabbrica del mondo sono finiti“.

Il rapporto afferma che la capacità di produzione di Foxconn al di fuori della Cina rappresenta attualmente il 30% del totale, rispetto al 25% dello scorso giugno. Il produttore, è uno dei numerosi fornitori Apple che ha ampliato le operazioni in India e in Vietnam in particolare.

L’intensificarsi delle tensioni commerciali tra Washington e Pechino ha spinto i produttori di dispositivi a diversificare le loro basi di produzione lontano dalla Cina e Liu, l’anno scorso, ha affermato che il prodotto più pregiato di Apple, l’iPhone, può essere realizzato fuori dalla Cina, se necessario. Le due nazioni rimangono in trattative commerciali, ma i commenti di Liu affermano una crescente aspettativa che la catena di fornitura dell’elettronica incentrata sulla Cina si frammenterà in futuro.

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