Microsoft ha recentemente annunciato un buyout volontario per i suoi dipendenti: se la somma tra età anagrafica e anni di anzianità aziendale raggiunge o supera 70, si può scegliere di lasciare l’azienda in anticipo ricevendo in cambio una buonuscita consistente.
È una forma di riduzione del personale meno conflittuale rispetto ai licenziamenti di massa, e sebbene le motivazioni di Microsoft siano probabilmente diverse da quelle che potrebbe avere Apple, il meccanismo potrebbe rivelarsi uno strumento utile anche per la società di Cupertino.
Perché Apple dovrebbe considerarlo
Durante il covid, quasi tutte le grandi aziende tecnologiche hanno assunto in modo massiccio per tenere il passo con la crescita del settore. Quando quella crescita si è rallentata, è arrivata un’ondata di licenziamenti che ha caratterizzato gli ultimi tre o quattro anni.
Apple ha evitato sia il sovraffollamento che i licenziamenti di massa. Il rovescio della medaglia è che l’azienda ha rallentato significativamente le nuove assunzioni per evitare di ritrovarsi di nuovo nella stessa situazione, accumulando nel tempo un organico di dipendenti senior che non hanno un reale incentivo ad andarsene, ma che non sempre apportano il contributo che ci si aspetterebbe.
Il problema del rest and vest
I dipendenti senior delle grandi aziende tech ricevono stipendi elevati, ma la componente più significativa della loro compensazione sono le stock grant, ovvero pacchetti di azioni che maturano tipicamente nell’arco di quattro anni. Con il tempo si accumulano nuovi grant legati alle performance, creando un ciclo continuo che rende conveniente restare in azienda anche quando la motivazione è bassa.
Quando si raggiunge un livello di anzianità sufficiente, è possibile lavorare al minimo senza che nessuno intervenga: è il fenomeno noto come “resting and vesting”, restare in azienda incassando le azioni senza spingere davvero.
Le conseguenze di questo meccanismo su Apple sono visibili soprattutto nella qualità del software, che negli ultimi anni ha mostrato crepe difficili da ignorare.
Come Apple potrebbe applicarlo
La soglia di Microsoft prevede che la somma tra età e anzianità sia pari o superiore a 70. Apple potrebbe adottare lo stesso criterio, oppure essere più aggressiva abbassandola a 60: un dipendente di 45 anni con 15 anni di anzianità potrebbe scegliere di andarsene con un pacchetto di uscita, liberando spazio per nuove assunzioni e nuove energie. Sarebbe comunque necessario un approccio graduale per evitare un’uscita massiccia di talenti in tempi troppo brevi.
Con un nuovo CEO che entra in carica il 1° settembre, il momento per un intervento di questo tipo non potrebbe essere più propizio. Portare nuova energia in azienda e dare a chi non vuole più essere lì la possibilità di uscire con dignità sembra un ottimo punto di partenza per il capitolo Ternus.

































































































































































































































































































































































































































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