Le ambizioni hardware di OpenAI non sono mai state un segreto, ma per anni l’azienda ha mantenuto una posizione ambigua, smentendo ufficialmente qualsiasi intenzione di produrre uno smartphone.
Tuttavia, le ultime indiscrezioni provenienti dalla catena di approvvigionamento confermano un deciso cambio di rotta, e che OpenAI starebbe sviluppando un proprio smartphone per competere con l’iPhone. Sam Altman starebbe procedendo con determinazione, dopo aver reclutato Jony Ive, il designer che ha definito l’estetica di Apple per decenni, con l’obiettivo di dare vita a un dispositivo interamente incentrato sull’intelligenza artificiale.
Sebbene OpenAI stia prendendo in considerazione anche altri formati, come gli smart speaker o gli occhiali intelligenti, lo smartphone rimane al centro delle ultime indiscrezioni. L’analista Ming-Chi Kuo ha svelato dettagli tecnici significativi sul progetto:
“OpenAI sta collaborando con MediaTek e Qualcomm per sviluppare processori per smartphone e Luxshare è il partner esclusivo per il co-design e la produzione del sistema. La produzione di massa è prevista per il 2028. Le specifiche e i fornitori dovrebbero essere definiti entro la fine del 2026 o il primo trimestre del 2027”.
La vera novità rispetto all’attuale paradigma mobile risiederebbe negli “agenti AI”, che andrebbero a sostituire il sistema operativo tradizionale.

Secondo le indiscrezioni, non si tratterebbe di un terminale progettato per ospitare una griglia di applicazioni, ma di un hardware in grado di agire autonomamente per conto dell’utente. Un post criptico pubblicato ieri da Sam Altman su X sembra confermare questa nuova direzione strategica e suggerisce che l’azienda sia pronta a uscire dal mondo del software per sfidare i giganti della telefonia sul loro stesso terreno.
feels like a good time to seriously rethink how operating systems and user interfaces are designed
(also the internet; there should be a protocol that is equally usable by people and agents)
— Sam Altman (@sama) April 26, 2026
Se inizialmente OpenAI ipotizzava di poter scardinare l’ecosistema Apple attraverso dispositivi alternativi, i piani attuali indicano che lo smartphone rimarrà lo strumento centrale per l’interazione digitale. Q
Questa visione è in contrasto con l’analisi di Aravind Srinivas, CEO di Perplexity, secondo cui “l’iPhone non verrà affatto scardinato dall’intelligenza artificiale”, anzi, quest’ultima lo renderebbe ancora più indispensabile.
OpenAI sembra però disposta a investire ingenti risorse per dimostrare il contrario e tentare di riscrivere le regole del mercato mobile entro i prossimi due anni.


































































































































































































































































































































































































































Accedi per lasciare un commento:
4 Commenti