MacBook Neo

Il MacBook Neo è l’incubo di Microsoft

Microsoft ha commissionato un report per dimostrare che i PC battono il MacBook Neo, ma confronti discutibili e omissioni indeboliscono la tesi.


Francesco Santagati 4 min 2 Commenti
2

Il MacBook Neo ha fatto parlare di sé fin dal lancio, perché si tratta di un portatile Apple con chip A18 Pro, interamente costruito in alluminio e con un prezzo di partenza di 599 dollari (699 euro in Italia), qualcosa che il mercato non aveva mai visto prima.

Microsoft se n’è accorta, tanto da commissionare alla società di ricerca Signal65 un white paper dal titolo “Windows 11 PC vs. MacBook Neo”, un documento presentato con il tono e la veste grafica di un report tecnico indipendente, pensato per dimostrare che i PC Windows offrono un valore complessivo superiore.

Il risultato, però, racconta una storia diversa da quella che Microsoft avrebbe voluto.

Un confronto costruito su basi discutibili

Il report mette a confronto il MacBook Neo con quattro laptop Windows, ma la scelta stessa dei dispositivi solleva perplessità. Due dei quattro dispositivi, il Lenovo Yoga 7i da 1.199 dollari e l’HP OmniBook X Flip da 949 dollari, si collocano in una fascia di prezzo che lo stesso report riconosce come territorio del MacBook Air, non del Neo. Non è chiaro perché siano stati inclusi nello studio.

Gli altri due, l’HP OmniBook 5 da 599 dollari e il Lenovo IdeaPad Slim 3 da 449 dollari, sono modelli da 16 pollici, messi a confronto con un modello da 13 pollici. Il report enfatizza il vantaggio in termini di autonomia di questi PC, senza però menzionare che la batteria dell’OmniBook 5 è da 60 Wh e quella dell’IdeaPad da 52 Wh, a fronte dei 36,5 Wh del MacBook Neo.

Il fatto che una batteria quasi doppia garantisca più autonomia non è esattamente una sorpresa né un merito progettuale.

Ciò che il report non dice

Le omissioni più significative del white paper riguardano la qualità costruttiva e quella del display, due aspetti in cui il MacBook Neo presenta un vantaggio evidente. L’OmniBook 5 è interamente in plastica, l’IdeaPad Slim 3x combina alluminio e plastica, mentre il MacBook Neo offre un corpo completamente in alluminio disponibile in quattro colori. Per quanto riguarda il display, le recensioni di PCWorld sono chiare. Per quanto riguarda l’IdeaPad, la testata scrive che “lo schermo è la parte più debole dell’esperienza” e che “nella realtà appare non solo insolitamente fioco, ma anche spento”. Per quanto riguarda l’OmniBook 5, PCWorld osserva che “il rapporto di contrasto è limitato e le scene scure nei film e nei giochi appaiono slavate”, aggiungendo che “l’uso all’aperto è sostanzialmente fuori discussione”.

Il “vantaggio della piattaforma” e le sue contraddizioni

Il report dedica una sezione al cosiddetto “vantaggio della piattaforma” offerto da Windows 11 e Copilot+, ma anche in questo caso le contraddizioni non mancano. PCWorld stessa ha definito Copilot “il nuovo Internet Explorer”, un paragone non esattamente lusinghiero, e in un altro articolo lo ha descritto come “un buffet di spazzatura fatto di stupidità artificiale, problemi di licenza e scelte progettuali che non mettono l’utente al primo posto”.

Microsoft ha chiarito che Copilot è destinato esclusivamente a “scopi di intrattenimento”.

Per quanto riguarda i vantaggi per gli studenti citati nel report, l’offerta include un anno gratuito di Microsoft 365 Premium e l’accesso a Xbox Game Pass Ultimate. Tuttavia, il primo è già disponibile gratuitamente per la maggior parte degli studenti universitari, a prescindere dal sistema operativo, mentre il secondo richiede un abbonamento di 23 dollari al mese dopo il periodo promozionale. Apple, dal canto suo, include le proprie app iWork gratuitamente su ogni Mac.

L’incubo da 600 dollari

Il fatto stesso che Microsoft abbia sentito il bisogno di commissionare un white paper per rispondere a un laptop da 600 dollari è forse il dato più rilevante dell’intera vicenda. Come dichiarato dallo stesso PCWorld: “Il MacBook Neo da 600 dollari è l’incubo di Microsoft“, e la reazione dell’azienda di Redmond conferma tale lettura.

Se per convincere le persone che i propri laptop non sono inferiori, è necessario pubblicare un report con confronti discutibili e omissioni strategiche, il problema potrebbe essere più grande dello studio stesso.

Francesco Santagati
Scritto da Francesco Santagati

Blogger su iSpazio dal 2019. Mi occupo della stesura di articoli, approfondimenti e contenuti editoriali dedicati al mondo Apple, seguendo da vicino novità, aggiornamenti software, applicazioni e accessori.

Lascia un commento anche tu

Accedi per lasciare un commento:

2 Commenti