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La corte degli Stati Uniti penalizza Samsung per non aver mostrato il sorgente di Android
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La corte degli Stati Uniti penalizza Samsung per non aver mostrato il sorgente di Android 

Nel 2011, il giudice Paul S.Grewal ordinò a Samsung di mostrare alla rivale Apple il codice sorgente di Android a seguito di una disputa legale che vedeva coinvolte le due aziende in merito alla presunta violazione di alcuni brevetti. In particolare al centro della vicenda c’era l’accusa, avanzata dall’azienda californiana nei confronti di Samsung, con la quale si sosteneva che il codice sorgente di Android fosse stato progettato attorno al codice sorgente di Apple.

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La scadenza per la presentazione di tali documenti era il 31 Dicembre 2011 e Apple fece sapere al tribunale che l’azienda sudcoreana non aveva reso disponibile l’accesso ai documenti, accusandola quindi di mancata cooperazione. La vicenda è continuata durante i primi mesi del 2012 e ieri lo stesso giudice ha comunicato i provvedimenti nei confronti di Samsung.

Secondo il giudice, Samsung ha assunto “comportamenti non del tutto corretti prendendo tempo sulla consegna del codice sorgente design-around. Il giudice ha ritenuto il comportamento di Apple molto leale, non assumendo un comportamento da “sciacallo”, mentre Samsung ha sempre messo in atto  tattiche e in alcuni casi si è dimostrata poco collaborativa quando l’azienda di Cupertino ha toccato questioni delicate.

Il giudice Grewal della Corte Distrettuale degli Stati Uniti non ha accetto questo comportamento e ha deciso di porre rimedio emanando una serie di drastiche sanzioni contro Samsung in particolare per la sua imperdonabile violazione di una ordinanza del tribunale.

Nel documento pubblicato, viene spiegato come sia comprensibile la scomoda situazione di dover mostrare il codice sorgente ma tuttavia l’inosservanza di Samsung è decisamente oltraggiosa. Non è la prima volta che l’azienda viola la sentenza di un tribunale e nei futuri processi questo potrebbe giocare a suo svantaggio in quanto considerata “recidiva”.

Via | Fosspatents

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