OpenAI ha annunciato il lancio di GPT-5.4-Cyber, una versione specializzata del suo ultimo modello linguistico, progettata per operare esclusivamente nel campo della difesa informatica.
Simile a quanto fatto da Anthropic con Claude Mythos, questa variante “cyber-permissiva”, che prevede una riduzione intenzionale delle restrizioni normalmente presenti nei modelli AI, è stata sviluppata per supportare flussi di lavoro difensivi e non è destinata all’uso pubblico generale.
Secondo l’azienda, questa mossa serve a preparare il terreno per modelli ancora più potenti previsti entro la fine dell’anno. Come spiegato nella nota ufficiale:
“In preparazione per modelli OpenAI sempre più capaci nei prossimi mesi, stiamo ottimizzando i nostri modelli specificamente per consentire casi d’uso di cybersicurezza difensiva, a partire da oggi con una variante di GPT‑5.4 addestrata per essere cyber-permissive: GPT‑5.4‑Cyber”.
La particolarità di GPT-5.4-Cyber risiede nella sua capacità di superare i limiti tipici dei modelli AI standard. OpenAI ha infatti chiarito:
“Questa versione abbassa il limite di rifiuto per il lavoro legittimo di cybersicurezza e abilita nuove capacità per flussi di lavoro difensivi avanzati, incluse capacità di reverse engineering binario che permettono ai professionisti della sicurezza di analizzare software compilati alla ricerca di potenziali malware, vulnerabilità e robustezza della sicurezza senza necessità di accedere al codice sorgente”.
Proprio a causa della natura più permissiva e potente del modello, l’accesso è strettamente regolamentato. OpenAI ha limitato l’utilizzo alla “fascia più alta” di utenti che siano disposti a collaborare per autenticarsi come difensori informatici. Il rollout avviene all’interno di una versione espansa del programma Trusted Access for Cyber (TAC), lanciato all’inizio del 2026.
Per ottenere l’autorizzazione all’uso di GPT-5.4-Cyber sono previsti due canali principali. Gli utenti individuali possono avviare la verifica della propria identità sul portale dedicato chatgpt.com/cyber, mentre le aziende possono richiedere l’accesso per i propri team di sicurezza contattando direttamente il proprio rappresentante OpenAI.





























































































































































































































































































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