A seguito della proposta di legge S.O.P.A. (tutela copyright e contrasto alla pirateria) che ha dato una spinta per chiudere Megaupload, i BIG americani hanno messo mano al portafoglio. Pare che negli ultimi tempi i colossi americani abbiano speso di più per attività di lobbying.

Lobbying è quell’atto che consiste nell’intenzione di influenzare le decisioni fatte dai legislatori e dai rappresentanti pubblici. Negli States quest’atto può essere fatto da gruppi formati da individui o corporazioni, da gruppi formati da altri legislatori (quindi una lobby politica) o da “gruppi di interesse”.

In pratica le lobby, in questo caso formate da importanti gruppi americani, investono soldi con l’obiettivo di influenzare il governo e convincerlo ad andare in una certa direzione in merito a specifici argomenti.

Nel campo hi-tech, gli Stati Uniti sono una sorta di guida e apripista, quindi questo si ripercuote col tempo anche su altre nazioni.

 

Facebook (1,35 milioni di dollari annuali) si fa notare per i 440 mila dollari spesi solo negli ultimi tre mesi del 2011 per attività di lobby presso il Parlamento, le autorità e i ministeri, il 30% in più rispetto l’anno precedente, ma non è l’unica.

A quanto pare una delle motivazioni principali di questo incremento è la proposta di legge S.O.P.A..

Secondo i report ufficiali la lista degli argomenti di interesse per  Facebook è molto lunga e comprende la privacy, il commercio elettronico e la libertà di espressione, ma in particolare ha investito per dire la sua riguardo l’accesso ai social media e l’uso dei social media nell’interazione con i cittadini.

A seguire c’è Google (3,76 milioni), che punta sull’internet veloce con banda larga e sul cloud; Youtube si concentra sulla competizione online e la pubblicità. Microsoft (1,88 milioni) si preoccupa dell’informatica nella pubblica amministrazione, della tutela del copyright e dei software pirata, ma la spesa più grande riguarda le riforme sull’immigrazione di lavoratori qualificati negli Stati Uniti.

Inoltre ci sono Yahoo! con 630 mila dollari e Amazon con 690 mila dollari, che investe sulle vendite a distanza.

Apple nell’ultimo trimestre ha di poco superato Facebook con 450 mila dollari, tra le voci compaiono un’autorizzazione per “scuole elementari e secondarie”, fondi destinati a “tecnologie educative” e “sistemi di pagamento elettronico per i consumatori”.

È giusto che questi grandi gruppi abbiano la possibilità di essere così influenti, perché potenti economicamente? Quanto confortante o quanto spaventoso può essere?

Via | IlSole24ORE