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Anche Google e Yahoo eludono le tasse in America, Apple non è la sola

Nonostante Apple sia stata l’unica ad essere sottoposta alla sotto-commissione del senato americano due giorni fa, sono tante altre le aziende che affidano i loro conti ad aziende satelliti in Irlanda ed oltre-oceano. Fra queste abbiamo anche Google e Yahoo, in modalità anche più gravi rispetto a quanto fatto dalla società di Cupertino.

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Lo scorso martedì Apple è stata chiamata a testimoniare riguardo le accuse di elusione fiscale in America. La società avrebbe trasferito immensi quantitativi di denaro all’interno di aziende satellite straniere in modo da aggirare il 35% di pressione fiscale sugli introiti previsti dalla legge americana. Si tratta di un metodo garantito dalle lacune della legislazione della nazione statunitense e che priva lo stato americano di miliardi di dollari

Ma Apple non è la sola a trasferire i propri fondi in conti esteri. Si è scoperto che anche Google e Yahoo, per restare in tema informatico, utilizzano pratiche scorrette di questo tipo, andando anche oltre. Il senatore americano Carl Levin aveva puntato il dito solamente contro Apple, nelle scorse settimane, ma risulta evidente che si sbagliasse clamorosamente.

Google avrebbe trasferito fondi sia in Irlanda che in Olanda, aggirando il pagamento di circa 2 miliardi di dollari al governo americano, ma a differenza di Apple, che gestisce la sussidiaria irlandese negli stessi Stati Uniti, la società di Mountain View gestisce la propria nello stato delle Bermuda, un territorio inglese che non prevede tasse sui proventi.

Allo stesso modo, Yahoo gestisce la propria attraverso una sussidiaria presente nelle Isole Cayman. Apple stessa ha posto una netta distinzione fra il modus operande della società con quello delle concorrenti, che nonostante non siano state contattate o menzionate durante il dibattimento dai senatori che hanno coinvolto Apple, hanno avuto una condotta decisamente più irregolare rispetto a quella di Cupertino che non ha stornato fondi con l’intento esplicito di eludere le tasse, così come compiuto dai propri concorrenti diretti.

Ma si sa, la priorità si dà a chi dà più visibilità ed al momento non c’è marchio che possa garantirne più di Apple.

Via | AppleInsider

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