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Presunti terroristi arrestati a Bari: indagini ostacolate da un iPhone 6 inaccessibile
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Presunti terroristi arrestati a Bari: indagini ostacolate da un iPhone 6 inaccessibile 

Crittografia-Apple. Quante volte questo binomio è stato chiamato in causa negli ultimi mesi? Il riferimento è alla strage di San Bernardino e all’iPhone 5c di uno dei terroristi che l’FBI ha chiesto ad Apple di sbloccare. La società non ha ceduto alle pressioni, in difesa della privacy dei suoi milioni di utenti, ma il dibattito difficilmente si placherà. Una situazione molto simile riguarda strettamente l’Italia, con l’arresto di un gruppo di presunti terroristi.

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Avrete sicuramente letto la notizia su un sito o ascoltata al telegiornale: sono stati arrestati pochi giorni fa diversi presunti terroristi (afghani e pakistani), sospettati di tramare attentati nello stivale. Questi hanno ovviamente utilizzato anche degli smartphone per comunicare, e tra questi c’è anche un iPhone 6. La crittografia dei dispositivi iOS è spesso nemica delle indagini, e lo è anche in questo caso.

Come si legge sul sito di Repubblica, gli smartphone sequestrati sono un iPhone 6, appartenente a Mansoor Ahmadzai, e un paio di Samsung Galaxy, di Qari Khesta Ahmadzai e Surgul Ahmadzai. I dispositivi, secondo gli inquirenti, sarebbero stati utilizzati per comunicare con altri terroristi, per organizzare attacchi terroristici in Italia e forse anche all’estero.

Dai Galaxy, riporta il giornale, i Carabinieri hanno estratto importanti informazioni, come le foto di persone che impugnano armi e i luoghi esplorati. Le foto rappresentano ovviamente dei capi d’accusa nei confronti degli imputati.

Impossibile, invece, estrarre informazioni dall’iPhone 6 di Mansoor, “protetto” dalla crittografia di Apple. Ciò rappresenta un vero e proprio ostacolo alla indagini, i Carabinieri sospettano infatti che il dispositivo “potrebbe contenere altri indizi importanti sulle attività di preparazione di attentati in Italia o all’estero, dare indicazioni utili agli inquirenti per trovare i fucili d’assalto di cui il gruppo aveva disponibilità, irrobustire le accuse“.

Si è quindi ripresentata (quasi) la stessa situazione di San Bernardino, alimentando la discussione sulla crittografia di Apple. È giusto che la tutela della privacy ostacoli lo svolgimento di indagini come questa? Fateci sapere la vostra opinione tramite i commenti.

Via | Repubblica

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