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Apple e la “Differential Privacy” che permette di proteggere la privacy degli utenti

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Apple, come tutte le grandi aziende, vuole sapere il più possibile sui propri clienti, ma a differenza di molte altre preferisce tutelare la privacy. Infatti durante il keynote della WWDC 2016, l’azienda di Cupertino ha presentato la sua “Differential Privacy”; un piccolo paradosso dove Apple vuole sapere il più possibile dei propri clienti, ma anche il meno possibile.

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È stato Craig Federighi a sottolineare che Apple non raccoglie i profili degli utenti e che su iMessage e FaceTime è attiva la cifratura end-to-end e, cerca di mantenere la maggior parte dei dati sul dispositivo dell’utente, senza memorizzare nulla sui server Apple. Ma Federighi ha anche riconosciuto la crescente realtà che la raccolta delle informazioni utente è fondamentale per creare un buon software, soprattutto in un’epoca di grande analisi dei dati e apprendimento automatico.  La risposta di Federighi si chiama “Differential Privacy”

Crediamo che si dovrebbero dare agli utenti delle grandi funzionalità e una grande tutela della privacy. La Differential Privacy è un tema di ricerca nei settori delle statistiche e analisi dei dati che utilizza l’iniezione di hashing e sottocampionamenti per permettere l’apprendimento di alcune informazioni di gruppo, mantenendo così i dati dei singoli utenti completamente privati. Apple ha fatto un super-lavoro in questo settore, per permettere la privacy differenziale e distribuirla su larga scala

La Differential Privacy in pratica è una scienza statistica che cerca di imparare il più possibile su un gruppo, ma nello stesso tempo anche il meno possibile sui singoli individui che ne fanno parte.  Apple può raccogliere e memorizzare i dati dei propri utenti in un formato che gli permette di avere informazioni su ciò che le persone fanno, su come lo fanno e su cosa vogliono. Ma non può estrapolare informazioni su un singolo individuo. E nessuno, in teoria, potrebbe né hacker né agenzie governative di intelligence.

Apple raccoglie una serie di dati degli utenti sui propri server, proprio come fanno Google e Facebook, ma tali dati vengono gestiti in maniera differenziale, utilizzando tre tipologie di trasformazioni:

  • Hashing, una funzione di crittografia che trasforma in modo irreversibile i dati in una stringa unica di caratteri casuali.
  • Sottocampionamento, che permette di estrapolare solo una parte dei dati.
  • Noise injection,  l’aggiunta di dati casuali che oscura i dati personali sensibili.

Apple sta già usando la tecnologia della privacy differenziale su iOS 10, per aiutare a scoprire le modalità di utilizzo di un gran numero di utenti senza compromettere però  la privacy individuale.

Via | Wired

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