Dopo anni di indiscrezioni, Apple ha finalmente riportato in vita il suo MacBook economico, presentando il 4 marzo 2026 il nuovo MacBook Neo. L’entusiasmo è stato immediato, così come il dibattito online, soprattutto per la decisione di montare al suo interno il chip A18 Pro, lo stesso processore che anima l’iPhone 16 Pro.
Molti utenti si sono chiesti se un chip nato per iPhone potesse davvero essere all’altezza di un Mac, temendo che la scelta limitasse le prestazioni del portatile o ne riducesse la vera natura. La realtà, però, è che la distinzione tra i chip per iPhone e quelli per Mac è ormai solo apparente. Apple non ha messo un “chip da telefono” in un Mac, ha semplicemente sfruttato la flessibilità di Apple Silicon, l’architettura comune a tutti i suoi dispositivi.
In effetti, chi è rimasto sorpreso dall’A18 Pro dovrebbe ricordarsi che anche il Mac Studio da 4.899 euro condivide la stessa ingegneria di base. E lo stesso vale per configurazioni estremamente potenti, come un Mac Pro da oltre 10.000 euro con CPU a 24 core e GPU a 76 core. In altre parole, la tecnologia alla base del MacBook Neo è la stessa dei modelli più costosi e performanti.
Il chip A18 Pro si basa sull’architettura ARMv9.2-A a 64 bit, esattamente come la famiglia di processori M4. Conta sei core CPU, di cui due ad alte prestazioni e quattro dedicati all’efficienza energetica, e una GPU a sei core, ridotta a cinque nel MacBook Neo per ottimizzare consumi e costi. È sostanzialmente una versione ridotta di un M4, con due core CPU e tre core GPU in meno, ma lo stesso DNA tecnologico.
Questa scelta dimostra quanto sia flessibile Apple Silicon. La società di Cupertino ha sfruttato la possibilità di unificare l’architettura dei chip tra Mac, iPhone e iPad, creando processori in grado di adattarsi a dispositivi con esigenze diverse, senza compromettere le prestazioni o l’esperienza utente. Il MacBook Neo, pur essendo il portatile più economico, può fare praticamente tutto ciò che fa un MacBook Pro, seppur con qualche limite nelle operazioni più estreme come l’editing di video 8K.
Nei test Geekbench, l’A18 Pro supera il chip M1, che ha inaugurato l’era Apple Silicon, segnando oltre 3.400 punti nel test single-core contro i 2.300 dell’M1. Anche rispetto a M2 e M3, il nuovo chip offre prestazioni convincenti, mentre l’M5 resta superiore solo grazie al maggior numero di core.

Il MacBook Neo supporta naturalmente Rosetta 2, permettendo l’esecuzione delle applicazioni progettate per Mac Intel, e si conferma così come un vero Mac, compatibile con l’ecosistema software esistente. Il prezzo di 699 euro lo rende inoltre il punto d’ingresso ideale per chi vuole avvicinarsi al mondo Mac senza rinunciare all’esperienza completa di Apple Silicon.













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