L’era di John Ternus alla guida di Apple non sarà solo un passaggio di consegne formale, ma segnerà il ritorno a una gestione dei prodotti estremamente risoluta, simile a quella dei tempi d’oro della società.
A partire dal primo settembre, il nuovo CEO è intenzionato a ripristinare un approccio decisionale immediato, mettendo fine a quel sistema di consenso collettivo che ha caratterizzato gli ultimi quindici anni. Mentre Tim Cook ha costruito il suo successo sulla diplomazia e sulla gestione delegata ai singoli responsabili, Ternus vuole riprendere in mano le redini delle scelte fondamentali, riportando in azienda quella capacità decisionale che fu la firma inconfondibile di Steve Jobs.
La differenza tra il vecchio e il nuovo corso sarà evidente fin dai primi giorni di sviluppo dei nuovi dispositivi, perché chi ha lavorato a stretto contatto con entrambi i dirigenti sottolinea che “Ternus prenderà decisioni” quando si tratterà di definire il futuro dei prodotti. Al contrario, la gestione di Cook è sempre stata più analitica e meno istintiva, perché “se ti rivolgi a Tim con ‘A’ o ‘B’, lui non sceglierà. Porrà invece una serie di domande se ha dei dubbi”.
Ternus sembra avere un carattere diverso e una propensione alla scelta più marcata, tanto che la fonte anonima aggiunge:
“Ternus, d’altra parte, sceglierà. Potrebbe essere la scelta giusta o sbagliata, ma almeno è una scelta”.
Questa nuova mentalità sarà fondamentale per permettere ad Apple di reinventarsi in categorie inedite e di competere finalmente da protagonista nel settore dell’intelligenza artificiale. Ternus ha già dimostrato di avere un istinto diverso rispetto a Cook, mostrandosi molto più cauto nei confronti di progetti ambiziosi, ma rischiosi, che alla fine non hanno dato i frutti sperati.
Le ricostruzioni evidenziano infatti che “il Vision Pro, a lungo immaginato da Cook come un prodotto di punta, è stato un flop, nonostante un decennio di sviluppo e miliardi di investimenti”. Il futuro CEO si sarebbe opposto più volte sia al visore che al progetto Apple Car, preferendo concentrare le risorse sulla reinvenzione dei prodotti storici, come dimostrato dalla sua forte spinta per il lancio del MacBook Neo.
Il consiglio di amministrazione ha scelto John Ternus proprio perché convinto che possa dare una scossa alla linea di prodotti attuale, concentrandosi su un obiettivo più chiaro e meno dispersivo. L’epoca in cui le decisioni venivano prese da piccoli gruppi di alti dirigenti sembra ormai tramontata, lasciando spazio a un leader che non ha paura di assumersi le responsabilità di una scelta netta. Si tratta del ritorno della figura del visionario che interviene direttamente sulla progettazione, una qualità che era andata perduta a favore di una gestione più orientata ai risultati finanziari e alla logistica.

Il cambio di rotta promette di essere drastico e necessario per affrontare le sfide di un mercato tecnologico che non può più permettersi i lunghi tempi di riflessione tipici della gestione di Cook.
Apple ha bisogno di velocità e di una visione chiara per non perdere il treno della prossima rivoluzione digitale. Resta da vedere se questo ritorno a uno stile di comando diretto porterà ai successi sperati o se la prudenza mostrata da Ternus nei confronti dei nuovi hardware finirà per frenare eccessivamente l’ambizione dell’azienda.
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