Epic Games ha annunciato oggi che Fortnite è tornato disponibile sull’App Store in tutto il mondo, ad eccezione dell’Australia, dove l’azienda afferma che Apple stia violando una sentenza del tribunale locale.
Il ritorno globale non rappresenta però una distensione tra le due aziende, tutt’altro. Nel comunicato ufficiale, Epic ha chiarito le ragioni strategiche alla base della sua mossa, presentando il ritorno come una dichiarazione di guerra alle commissioni che Apple applica sull’App Store.
Epic spiega il proprio ragionamento nel comunicato odierno, citando una dichiarazione che Apple stessa ha presentato alla Corte Suprema degli Stati Uniti:
“Fortnite è ora tornata sull’App Store in tutto il mondo, dopo che Apple ha dichiarato alla Corte Suprema degli Stati Uniti che ‘i regolatori di tutto il mondo stanno osservando questo caso per determinare quale tasso di commissione Apple possa applicare sugli acquisti coperti nei grandi mercati al di fuori degli Stati Uniti’. Apple sa che il tribunale federale statunitense la costringerà ad essere trasparente su come addebita le commissioni dell’App Store. Fortnite sta tornando sull’App Store ora perché siamo fiduciosi che, una volta che Apple sarà costretta a mostrare i propri costi, i governi di tutto il mondo non permetteranno alle commissioni indebite di Apple di sopravvivere.”
Il CEO di Epic, Tim Sweeney, è stato diretto come sempre in un post su X:
“Per anni, Apple ha frammentato le funzionalità e le commissioni di iOS per territorio, adottando posizioni negoziali con i regolatori in segreto e ritardando intenzionalmente il corso della giustizia. Riteniamo che questo sia l’inizio della fine dell’Apple Tax a livello mondiale. Questo è un momento cruciale nella battaglia contro l’impero dell’App Store per garantire la libertà a tutti gli sviluppatori e i consumatori. Continueremo a combattere in ogni giurisdizione del mondo finché la concorrenza non sarà ripristinata nei negozi digitali e nei mercati dei pagamenti ovunque.”
Al centro della disputa c’è la questione delle commissioni che Apple pretende sulle vendite effettuate attraverso sistemi di pagamento alternativi a quello interno all’App Store. Epic è convinta che, costringendo Apple a rendere pubblici i propri costi effettivi, i tribunali e i governi di tutto il mondo non permetterebbero ad Apple di giustificare le commissioni attuali.









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