Google Wallet, diamo uno sguardo da vicino alla tecnologia NFC | Approfondimenti

Se ne parla sempre di più della Near-Field Communication, una tecnologia in forte crescita e che in breve tempo potrebbe far parte della vita di tutti i giorni. I ragazzi di TechCrunch hanno provato Google Wallet, un’applicazione NFC attualmente disponibile per Android, e hanno redatto un articolo con tutte le impressioni e le specifiche. Diamo finalmente uno sguardo più ravvicinato a questa affascinante tecnologia che si diffonderà presto in tutto il mondo.

Prima di cominciare è giusto fare una breve introduzione, per chi non fosse preparato, su quella che è la tecnologia NFC (Near-Field Communication). Questa consiste in uno scambio di dati tra due dispositivi dotati di connettività NFC e per fare ciò si serve di una connessione wireless a breve distanza.

L’applicativo di gran lunga più popolare di questa tecnologia riguarda i pagamenti. Infatti, grazie alla NFC, è possibile effettuare delle transazioni semplicemente avvicinando il proprio dispositivo ad un lettore apposito.

In pratica il cellulare dotato di questa tecnologia, attraverso un’applicazione dedicata (in questo caso Google Wallet), è in grado di memorizzare più carte di credito e renderle disponibili al momento del pagamento, comunicando i dati al dispositivo di lettura nel momento in cui decidiamo di pagare.

A molti l’idea farà paura e sembrerà poco sicura ma, come ogni novità, la diffidenza è destinata ad essere superata in breve tempo.

L’NFC, nonostante ne sia già stata provata l’efficacia e soprattutto la comodità, è ancora poco utilizzata e si sta lentamente espandendo. I ragazzi di TechCrunch, tuttavia, l’hanno provata in America e, grazie anche alla funzione di ricerca integrata nell’app, sono riusciti a trovare tanti posti dove poter sfruttare questa tecnologia.

I dispositivi NFC dotati di funzione di lettura sono come i POS delle carte di credito. Possono essere dunque abilitati per un solo brand (es. Visa) o essere universali comprendendo tutte le società di gestione delle carte come Amex o Mastercard e inoltre possono supportare una determinata applicazione (come Google Wallet) piuttosto che un’altra.

Per effettuare il pagamento bisogna avere registrata la propria carta di credito con tutti i relativi dati all’interno dell’applicazione.

Vi starete giustamente chiedendo: ma la sicurezza? Per quanto riguarda l’affidabilità e la protezione dei propri dati, i maggiori esperti assicurano che non esiste un altro rischio e che in linea teorica sono al pari o superiori delle carte attualmente utilizzate. Per poter effettuare un pagamento è necessario che il telefono sia sbloccato, dunque una prima sicurezza è data dal codice pin a 4 cifre o alfanumerico che può essere impostato allo sblocco della lockscreen.

Inoltre nel caso di Google Wallet, viene richiesto il pin apposito ogni mezz’ora di inattività: dunque se non utilizziamo la carta per oltre 30 minuti, al successivo pagamento ci verrà richiesto nuovamente di inserire il codice di protezione per poter effettuare la transazione.

E’ chiaro che con applicazioni che verranno introdotte nel corso dello sviluppo di questa tecnologia, i livelli di sicurezza potrebbero essere differenti e soprattutto personalizzabili.

Google Wallet supporta inoltre Paypass e offre, in alternativa all’utilizzo di una carta di credito, un servizio di credito prepagato attraverso cui effettuare pagamenti senza rischi (già di per se ridotti al minimo). Della possibilità di credito prepagato ne avevamo parlato qualche giorno fa a proposito dell’introduzione della NFC da parte del carrier KT in Corea del Sud. L’operatore mobile offre infatti un credito prepagato da utilizzare per il trasporto pubblico.

Proprio su questo metodo si basa la sperimentazione che è in corso a Milano sui mezzi di trasporto pubblico. Grazie ad un accordo tra ATM e Telecom, alcuni possessori di abbonamento dell’azienda di trasporto milanese e con numero di telefono TIM hanno ricevuto in regalo un Samsung GT – S5230N Edge Quad Band, dotato di NFC, per pagare e obliterare i biglietti direttamente sul mezzo, semplicemente avvicinando il telefono al dispositivo di ricezione.

Samsung è una delle poche aziende che attualmente propone l’NFC. Tra questi abbiamo il modello sopra citato e il nuovo Galaxy S2. Android Gingerbread, quindi, supporta pienamente questa tecnologia. Altri cellulari provvisti sono alcuni vecchi Nokia, come il 6212 e il 6216. Attualmente rimane un mistero se verrà integrata questa tecnologia anche su iPhone o meno. Tuttavia esistono già dei supporti esterni che forniscono tale servizio.

Tornando all’utilizzo e alla praticità di questa tecnologia, TechCrunch assicura un’altissima intuitività e facilità di utilizzo, una buona diffusione (ma parliamo degli USA) e soprattutto una comodità imparagonabile.

L’unica nota “negativa” è che ancora è poco diffusa, non tanto a livello materiale, quanto mentale. Molti commercianti e negozianti, seppur provvisti di appositi strumenti di convalida del pagamento, non sono in grado di risolvere problemi anche banali e non sono conoscono bene la tecnologia, sanno semplicemente come funziona. Essendo comunque all’inizio è da considerare del tutto fisiologico.

Per quanto riguarda l’applicazione di Google, invece, viene effettuata una breve review. Google Wallet, che è possibile che sbarchi anche in Italia con la prossima diffusione dell’NFC, presenta quattro sezioni: Carte di Credito, Carte Fedeltà, Offerte, Storico dei pagamenti. Dunque si possono tenere sotto controllo i movimenti e decidere di utilizzare non solo le carte di credito per i pagamenti, ma anche le Loyalty Card valide per sconti, premi o accumulo punti.

Le offerte riguardano invece proposte locali di Google.

L’applicazione, o più in generale la tecnologia NFC, rappresenta una grandissima ed estrema comodità per poter effettuare, pagamenti, accedere ai servizi di trasporto, accedere a stadi, musei e teatri, così come è possibile utilizzarla per il semplice scambio di dati.

Un piccolo particolare da non sottovalutare è il rischio, proveniente dalla diffusione di questo tipo di pagamento “virtuale”, molto simile peraltro alle già diffuse carte di credito, di non riuscire a controllare appieno il proprio denaro e le proprie spese e l’attenzione è un elemento fondamentale per l’uso della suddetta tecnologia. Tuttavia questo nulla toglie al fatto che l‘NFC rappresenta il futuro.

Voi cosa ne pensate? il prossimo iPhone potrebbe avere le stesse possibilità?

Via | TechCrunch

Se ne parla sempre di più della Near-Field Communication, una tecnologia in forte crescita e che in breve tempo potrebbe…

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